Una “caratteristica”, se così vogliamo chiamarla, di Gmail è la sua tolleranza ai punti nella scrittura degli indirizzi email e la possibilità di fare “overload” degli indirizzi utilizzando il simbolo “+”.In pratica, se voi avete registrato l’account tizio.caio@gmail.com, vi verranno recapitate anche le email inviato a tiziocaio@gmail.com, ti.zio.ca.io@gmail.com, t.i.z.i.o.c.a.i.o@gmail.com, così come vi verranno recapitate tutte le mail inviate a tiziocaio+lavoro@gmail.com, tiziocaio+personale@gmail.com e così via (questo, teoricamente, per facilitare l’archiviazione automatica delle mail).
Stando a quanto dichiarato da Google nelle note di rilascio e sul forum ufficiale, non è possibile quindi, se l’account tizio.caio@gmail.com è già stato registrato, registrare anche tiziocaio@gmail.com… ma a quanto pare, non è così!
Ieri arriva al nostro call center una richiesta da parte di un cliente dicendoci che, inviando l’estratto conto (quindi non “robetta da poco”!!!!) all’indirizzo del cliente pinco.pallino@gmail.com, questo in realtà sia stato recapitato a pincopallino@gmail.com!!!
Rapido giro di controllo, ed abbiamo potuto verificare che è vero!
Due persone omonime tra di loro, hanno registrato un account su gmail ed il sistema di controllo di Google non ha funzionato, permettendo la registrazione dei due account, anche se differenti solo per un simbolo di punto e, cosa ancor più grave, consegnando successivamente la mail destinata al primo account (contenente dati riservati e l’estratto conto del cliente) ad un’altra persona (da quanto ho potuto chiarire, Gmail da priorità agli indirizzi senza il simbolo “.” o “+”).
In questo caso la cosa si è risolta senza particolari problemi perché, chi ha ricevuto erroneamente la mail è stato così onesto da informare immediatamente il cliente, segnalando la cosa e cancellando la mail, ma il problema è comunque grave per la privacy degli utenti!
Certo, se vi chiamate come me (ho un cognome molto raro) la cosa potrebbe non tangervi più di tanto, ma se vi chiamate “Mario Rossi”… io ci penserei sopra almeno un paio di volte prima di utilizzare il vostro account Gmail per lavoro o per farvi transitare dati strettamente personali.

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