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	<title>TechnoZone.it - Il Blog della tecnologia &#187; Ubuntu</title>
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		<title>Flash Player Full Screen Ubuntu</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 23:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un bel po&#8217; di tempo a provare e riprovare, cercando inutilmente di guardare un video a schermo intero, sono finalmente arrivato ad una soluzione ottimale. Come è da tempo risaputo, ubuntu non va completamente daccordo con Adobe Flash Player, o per lo meno con i player a schermo intero. Vi scrivo qui di seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un bel po&#8217; di tempo a provare e riprovare, cercando inutilmente di guardare un video a schermo intero, sono finalmente arrivato ad una soluzione ottimale.</p>
<p>Come è da tempo risaputo, ubuntu non va completamente daccordo con <strong>Adobe Flash Player</strong>, o per lo meno con i player a schermo intero. Vi scrivo qui di seguito una guida step by step con i passi da me eseguiti per risolvere il problema:</p>
<p>Andate nel menu <strong>Preferenze -&gt; Menu Principale</strong></p>
<p>A questo punto cercate nella categoria <strong>Internet -&gt; Firefox</strong></p>
<p>Nelle proprietà del lanciatore aggiungiamo al comando di avvio: <strong><code>env LD_PRELOAD=/usr/lib/libGL.so.1 </code></strong><code>prima del classico <strong>firefox %u</strong></code></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-18360" title="Firefox Launcher" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2011/06/Firefox-Launcher-500x192.png" alt="" width="500" height="192" /></p>
<p>A questo punto possiamo chiudere tutto e riavviare <strong>Firefox</strong>.</p>
<p>Una volta avviato <strong>Firefox</strong> i video dovrebbero benissimo funzionare anche in modalità a schermo intero, in caso contrario basterà cliccare con il tasto destro del mouse  su un video in riproduzione e andare nelle impostazioni di <strong>Adobe Flash Player</strong>.</p>
<p>Togliendo il segno di spunta su: <strong>enable hardware acceleration</strong> posta nella prima folder delle impostazioni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18361" title="Adobe Hardware Acceleration" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2011/06/Adobe-Hardware-Acceleration.png" alt="" width="213" height="135" /></p>
<p>Il gioco è fatto! Spero di esservi stato utile</p>
<p>Giuseppe Catanzaro</p>
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		<title>Ubuntu-it Meeting a Roma: qualche appunto</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 16:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dario-Cavedon]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubuntu Event]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso week end si è tenuto a Roma, presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221;, il consueto e &#8220;quasi&#8221; annuale Ubuntu-it Meeting. Il meeting è il ritrovo annuale di tutti gli ubunteri italofoni, aperto però anche a tutti quelli che vogliono conoscere la Comunità Italiana Ubuntu. Come ormai è tradizione, era presente anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso week end si è tenuto a Roma, presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221;, il consueto e &#8220;quasi&#8221; annuale Ubuntu-it Meeting. Il meeting è il ritrovo annuale di tutti gli ubunteri italofoni, aperto però anche a tutti quelli che vogliono conoscere la Comunità Italiana Ubuntu.</p>
<p>Come ormai è tradizione, era presente anche il sottoscritto, con famiglia al seguito. Questo è un breve resoconto di com&#8217;è andata&#8230;</p>
<p><strong>Venerdì 28 Maggio: Zanè &#8211; Roma</strong></p>
<p>Al venerdì pranzo frugale e poi giù per l&#8217;infinito budello autostradale verso Roma. A4&#8230; A13&#8230; A1&#8230; La strada non finiva più! 600 kilometri sono davvero un bel po&#8217; di strada. La radio perennemente sintonizzata su Isoradio, in attesa del peggio. Che non succede. Solo a Firenze, le solite code per traffico intenso, dopo via lisci fino a Roma.</p>
<p><strong>Venerdì 28 Maggio &#8211; Roma &#8211; (da qualche parte sul) G.R.A.</strong></p>
<p>Primo problema del weekend: il Grande Raccordo Anulare (GRA), se sbagli uscita bisogna fare un bel giro per tornare indietro.<br />
Ho sbagliato uscita.<br />
Ho fatto un bel giro per tornare indietro.<br />
La prossima volta devo avere un navigatore satellitare (lesson learned!)</p>
<p><strong>Venerdì 28 Maggio &#8211; Roma &#8211; via Monte Fumaiolo</strong></p>
<p>Alla fine raggiungiamo l&#8217;appartamento in via Monte Fumaiolo. Purtroppo abbiamo perso un sacco di tempo sul GRA, e siamo in ritardissimo. Chiamo Luca e Flavia per avvisarli che non saremmo andati a cena con loro <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
L&#8217;appartamento è piccolo ma carino, parquet dappertutto, una grande sala con angolo cucina, dà un&#8217;idea di intimità raccolta. Le bambine ne sono entusiaste e si rotolano per terra. Meglio così, domenica impiegheremo meno tempo nelle pulizie finali.</p>
<p><strong>Sabato 29 Maggio &#8211; (persi per) Roma</strong></p>
<p>L&#8217;appuntamento in facoltà è per le 9, quindi ci alziamo presto e facciamo colazione velocemente. Poi in auto, con l&#8217;aiuto di una cartina ci dirigiamo verso il centro di Roma. Per la fretta, dimentico il cellulare in appartamento, attaccato al caricabatteria. In più a metà percorso, troviamo dei lavori in corso sulla Tiburtina, che ci fanno perdere la strada.</p>
<blockquote><p><em>Un navigatore satellitare!</em><br />
<em>Un navigatore satellitare!</em><br />
<em>Il mio regno per un navigatore satellitare!</em></p></blockquote>
<p>Con qualche difficoltà riusciamo comunque ad arrivare all&#8217;Università. La sede della Facoltà di Ingegneria è all&#8217;ombra del Colosseo (e non per modo di dire!), a pochi metri dalla Basilica di San Pietro in Vincoli.</p>
<p><strong>Sabato 29 Maggio &#8211; Roma, Facoltà di Ingegneria</strong></p>
<p>Arriviamo che Paolo ha già iniziato il resoconto dell&#8217;UDS di Budapest. Come sempre, ci sono un sacco di novità, e tantissimo &#8220;lavoro&#8221; per le persone di buona volontà, e altrettanto tempo libero.</p>
<div><a href="http://1.bp.blogspot.com/-ZxKGFLEp3l8/TenoBr_76DI/AAAAAAAABV4/nltGCuW1O-0/s1600/ubuntuitmeeting1.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/72425_ubuntuitmeeting1.jpg" border="0" alt="" width="320" height="240" /></a></div>
<p>La parola passa poi al Prof. Renzo Davoli, dell&#8217;Università di Bologna, che tiene il suo talk &#8220;Viva Galileo! Software libero per la ricerca e la didattica&#8221;. Peccato gli studenti presenti siano pochini (e nessun professore!), e peccato non si sia pensato di riprendere l&#8217;intervento. Sarebbe stato molto bello rivederlo, e avrebbe avuto molti più spettatori!</p>
<p>Ci sono poi gli interventi di LS Lug, il LUG che ci ospita, e di Flavia Weisghizzi su Ubuntu Women.</p>
<p>Nelle pause dei talk, conosco Paolo Rotolo <em>(le foto di questo post sono tratte dal suo account su flickr)</em>, sicuramente il più giovane membro di ubuntu-it. Un ragazzo davvero in gamba!</p>
<div><a href="http://1.bp.blogspot.com/-G9CC9mn1VVM/TenpntMNF6I/AAAAAAAABV8/mfist0F4fdQ/s1600/ubuntuitmeeting2.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/72425_ubuntuitmeeting2.jpg" border="0" alt="" width="320" height="240" /></a></div>
<p>La pausa pranzo è una delle cose più belle della giornata: pranzo frugale in facoltà con pizza da asporto, crocchette di patate e di riso, acqua in bottiglia, e&#8230; una TONNELLATA di cioccolata da Perugia, portata in dono da Marco Buono <em>(inneggiato &#8220;santo subito&#8221; dalla folla festante</em>). Le mie bambine mangiano poco, ma fanno diversi giri attorno al cesto della cioccolata! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Faccio anche conoscenza con Alessio <em>&#8220;dottorblaster&#8221; </em>Biancalana, di cui seguo il blog da tempo. Fa sempre strano conoscere una persona prima su internet e poi dal vivo.</p>
<p>Dopo pranzo, un bel intervento di Fabio Marconi e subito dopo il mio talk sulle &#8220;Lesson learned dopo Ubuntu Party a Schio&#8221;. Il talk non va malaccio, a parte quando inciampo nel bidone della spazzatura rimasto lì dopo aver raccolto i cartoni della pizza.</p>
<p>Alla fine, tiro fuori il colpo ad effetto: un video segreto dimostrativo dei programmi in basic di Ivana Sacchi tradotti in GAMBAS (=il Basic Libero) da Fabio &#8220;pixel&#8221; Colinelli, in collaborazione con Mauro Baldrani. Mauro e Fabio si sono conosciuti proprio all&#8217;Ubuntu Party di Schio, e questo è uno dei successi dell&#8217;Ubuntu Party.</p>
<p>Ivana Sacchi è molto famosa nell&#8217;ambito del software didattico, avendo realizzato una serie di programmi in basic per la scuola. Finora questi programmi erano disponibili solo per il sistema operativo proprietario, ma le cose sono destinate a cambiare.</p>
<p>L&#8217;altra lezione imparata a Schio è stato riprendere i talk e pubblicarne i video su Internet. In meno di un mese i video hanno raccolto più di 800 visualizzazioni, più delle persone che hanno partecipato fisicamente all&#8217;Ubuntu Party. Dopo il primo, c&#8217;è stato un secondo Ubuntu Party, virtuale e sul web. Il tutto con: un paio di videocamere amatoriali, pochi euro per le cassette DV, e qualche account su Vimeo.</p>
<p><a href="http://vimeo.com/23403273">Ubuntu Party a Schio (VI): talk degli Ubuntu Members sulle novità di Ubuntu 11.04 (30 Aprile 2011)</a> from <a href="http://vimeo.com/iced">Dario Cavedon</a> on <a href="http://vimeo.com/">Vimeo</a>.</p>
<p>Non so quante persone abbiano seguito il mio talk, il pranzo stava ancora galleggiando nei remoti anfratti dello stomaco dei presenti.</p>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/-4-ru4A2-CTM/Teo0yUuRTkI/AAAAAAAABWA/fWLyqSCvbvk/s1600/ubuntuitmeeting3.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/72425_ubuntuitmeeting3.jpg" border="0" alt="" width="240" height="320" /></a></div>
<p>Un altro bel talk delle giornata è quello presentato da Luca Ferretti e Lapo Calamandrei. Se il primo è ormai conosciuto come <em>l&#8217;anello di congiunzione tra GNOME e Ubuntu</em>, il secondo fa parte del Design Team di GNOME e ha seguito lo sviluppo di GNOME3 e della sua tanto discussa &#8220;shell&#8221;. Il talk è davvero interessante, e fa capire ai presenti quanta poca distanza ci sia tra le persone che seguono i due progetti. Al di là, ovviamente delle artificiose polemiche messe in atto dalla stampa specializzate, che ricordano l&#8217;antagonismo (inesistente) creato tra Beatles &amp; Rolling Stones! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma intanto si è fatto tardi. Le bimbe sono un po&#8217; stanche e cominciano a dare segni di nervosismo. Decido di fare un salto all&#8217;appartamento per farle riposare un po&#8217;, restando d&#8217;accordo con Flavia e gli altri che ci saremmo visti per cena.</p>
<p>Purtroppo, tornando in auto, succede un l&#8217;ultimo guaio, quello che ci rovina la serata: un supporto del piantone dello sterzo cede e mi trovo a guidare con il volante tra le gambe. Per carità lo sterzo ancora funziona, se giro il volante a destra l&#8217;auto va a destra e se giro a sinistra va a sinistra, ma la guida non è proprio agevole. In più ho paura che da un momento all&#8217;altro l&#8217;auto mi lasci a piedi.</p>
<p>Per non rischiare di restare a piedi a Roma, saltiamo la cena conviviale. La mattina dopo, partiamo prestissimo, senza nemmeno fare colazione, e ci avviamo lentamente verso casa.</p>
<p><strong>Bilancio di fine Meeting</strong></p>
<p>Il week end lascia un sapore dolceamaro in bocca. Purtroppo, abbiamo dovuto saltare molta parte delle attività enogastronomiche del Meeting, che sono le migliori, quelle in cui ci si impara a conoscere e aprezzare. Senza dimenticare il piacere di un tozzo di pane sotto i denti.</p>
<p>Flavia, Luca, Silvia, e tutti gli altri: vi ringraziamo 1.000 volte dell&#8217;ospitalità e l&#8217;accoglienza, e ci rivediamo, presto! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SZP4uavZZwKj7lklYzCLq8omjPU/1/da"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/d9e6e_di" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/9_qA9HdgRog/ubuntu-it-meeting-roma-qualche-appunto.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>iPhone 3GS iOS 3.4.2 e Ubuntu 11.04, finalmente la navigazione mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 21:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per più aggiornamenti e con più metodi ho provato a collegare l’iPhone ad Ubuntu per sfruttarlo come modem. Purtroppo con “naturalezza” non è stato mai possibile (con iPhone 3GS), fino a quando proprio oggi, dopo l’aggiornamento alla versione 11.04 del pinguino, sono riuscito facilmente a collegare il melafonino come modem. Via cavo credo sia possibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cellularmagazine.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/ubuntu-splash-brown.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5841" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/649f1_ubuntu-splash-brown-300x290.png" alt="" width="300" height="290" /></a><br />
Per più aggiornamenti e con più metodi ho provato a collegare <strong>l’iPhone</strong> ad <strong>Ubuntu</strong> per sfruttarlo come <strong>modem</strong>. Purtroppo con “naturalezza” non è stato mai possibile (con iPhone 3GS), fino a quando proprio oggi, dopo l’aggiornamento alla versione <strong>11.04</strong> del pinguino, sono riuscito facilmente a collegare il <strong>melafonino</strong> come modem.</p>
<p>Via cavo credo sia possibile, ma al primo colpo non sono riuscito. Via <strong>bluetooth</strong> invece il successo è stato immediato. Le due periferiche si trovano e basta seguire le istruzioni a video (sia dell’iPhone che di Ubuntu) per attivare la connessione modem del melafonino.</p>
<p>Tra l’altro io possiedo un<strong> iPhone 3GS</strong>, ma coloro che hanno un <strong>iPhone 4</strong> probabilmente hanno risolto il problema quando con l’aggiornamento 4.3 è arrivata la funzione hot-spot tramite <strong>wi-fi</strong>.</p>
<p>Quindi ottime notizie per chi possiede 3GS e Ubuntu 11.04.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/cellularmagazine/~3/0IWgH9tjyh4/">Blog Cellulari</a></p>
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		<title>Installare Ubuntu da Chiavetta USB</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/installare-ubuntu-da-chiavetta-usb/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 20:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Destiny</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Boot USB]]></category>
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		<category><![CDATA[Universal USB Installer]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo pochi giorni fa è stato rilasciata la nuovissima versione di Ubuntu 11.04 Natty Narwhal. Se vi foste persi l’articolo, trovate a seguire il link diretto per scoprire tutte le novità introdotte da questa versione: Si tratta di una versione rinnovata e con parecchie migliorie della celebre distribuzione di Linux, che fortunatamente può essere copiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo pochi giorni fa è stato rilasciata la nuovissima versione di <strong>Ubuntu 11.04 Natty Narwhal</strong>. Se vi foste persi l’articolo, trovate a seguire il link diretto per scoprire tutte le novità introdotte da questa versione:</p>
<p>Si tratta di una versione <strong>rinnovata e con parecchie migliorie</strong> della celebre distribuzione di Linux, che fortunatamente può essere c<strong>opiata su una comunissima chiavetta USB per essere installata sui netbook e su tutti quei pc non dotati di un lettore cd</strong>.</p>
<p>Inoltre ricordo che Ubuntu offre una utilissima funzione che permette di<strong> avviare il sistema da chiavetta USB</strong>: in questo modo possiamo provarlo e scoprire tutte le novità della nuova versione senza installare nulla e senza perdere i nostri dati importanti. Una volta terminato il test non dovremo fare altro che riavviare il sistema, estrarre la chiavetta USB e tornare a Windows. Niente di più semplice. Volendo, comunque, sarà possibile anche installare Ubuntu da chiavetta USB, sempre seguendo questa utile guida.</p>
<p>Oggi andremo a vedere insieme <strong>come copiare Ubuntu su chiavetta USB, renderla eseguibile e provare il nuovo sistema operativo su un PC in cui è installato Windows</strong> come sistema operativo principale. Il tutto in modo semplice e sicuro.</p>
<p>Prima di tutto procuratevi una chiavetta USB con capacità di almeno 2GB.</p>
<p>Ora scaricate la nuova versione di Ubuntu (o una qualsiasi, in sostanza vi servirà l’immagine di Ubuntu che volete provare) e mettetela sul Desktop del vostro PC Windows (sarà necessario partire da Windows per creare la chiavetta eseguibile). <a rel="nofollow" href="http://www.ubuntu.com/download/ubuntu/download" target="_blank">QUI</a> potete scaricare gratuitamente tutte le versioni di Ubuntu in formato ISO.</p>
<p>A questo punto scaricate il software <a rel="nofollow" href="http://www.pendrivelinux.com/downloads/Universal-USB-Installer/Universal-USB-Installer.exe" target="_blank">Download the Universal USB Installer</a> ed avviatelo.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/c6436_usb_windows_01_medium.jpg" alt="usb windows 01 medium Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/c6436_usb_windows_03_medium.jpg" alt="usb windows 03 medium Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p>Seguite la procedura guidata, acconsentendo alle richieste del programma ed arrivando a questa schermata:</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/c6436_usb_windows_04_medium.jpg" alt="usb windows 04 medium Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p>dove dovrete selezionare la versione di Ubuntu che andrete a copiare sulla chiavetta.</p>
<p>Ora dovete selezionare la ISO che volete copiare su chiavetta e soprattutto la chiavetta che volete impostare come destinazione di salvataggio di Ubuntu.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/827ec_usb_windows_05_medium.jpg" alt="usb windows 05 medium Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p>Il programma vi avviserà che, proseguendo, perderete tutti i dati contenuti sulla chiavetta. Voi fatevi un backup nel caso sulla chiavetta siano presenti dati importanti e proseguite.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/827ec_usb_windows_07_medium.jpg" alt="usb windows 07 medium Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p>Ora non vi resta che <strong>attendere il completamento della procedura automatica</strong>. Impiegherà pochi minuti.</p>
<p>Quando l’operazione sarà terminata voi dovrete estrarre la chiavetta, inserirla nella porta USB del computer portatile o del pc su cui volete provare Ubuntu ed avviare il sistema operativo da chiavetta USB.</p>
<p>Ogni computer ha una modalità di avvio da USB differente, ma solitamente il menu di selezione di avvio compare premendo il tasto “Esc” della tastiera non appena viene premuto il pulsante di accensione del pc stesso. Almeno, sui miei netbook Asus ha sempre funzionato questa procedura, ma non posso assicurarne il funzionamento anche su altri modelli in quanto, come vi dicevo, la procedura varia da pc a pc. Potete comunque risolvere facilmente il problema dando un’occhiata al manuale di istruzioni o eseguendo una rapida ricerca su Google.</p>
<p><strong>Direi che è tutto.</strong> Ora godetevi Ubuntu su chiavetta USB, provatelo e, se vi piace, potete installarlo sul pc direttamente da chiavetta, e volendo potete anche lasciare Windows XP installato per mantenere due sistemi operativi in compresenza e selezionare ogni volta quale dei due utilizzare.</p>
<p>Buon divertimento con Ubuntu <img class="wp-smiley" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/827ec_icon_wink.gif" alt="icon wink Installare Ubuntu da Chiavetta USB" /></p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/yourlifeupdated/IzNk/~3/fu1hm6-iyxg/installare-ubuntu-da-chiavetta-usb.html">YourLifeUpdated</a></p>
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		<title>Ubuntu 11.10: dopo il &quot;Narvalo Elegante&quot; arriva l&#8217;&quot;Ocelotto Onirico&quot; (Oneiric Ocelot)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 06:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate un uomo. Solo. Un uomo alle prese con una decisione fatale. Un uomo alle prese con una decisione che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone. Quest&#8217;uomo è Mark &#8220;Ubuntu-c&#8217;est-moi&#8221; Shuttleworth. La decisione è&#8230; il nick name di Ubuntu 11.10! Il nostro SABDFL ha finalmente scelto il nick name di Ubuntu 11.10, sarà: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://lh5.googleusercontent.com/-FidTm1574uk/TXUWQeWq8qI/AAAAAAAABRY/OPWPbk87E2k/s1600/ocelot.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/1bf96_ocelot.jpg" border="0" alt="" width="320" height="210" /></a></div>
<p>Immaginate un uomo.<br />
Solo.<br />
Un uomo alle prese con una decisione fatale.<br />
Un uomo alle prese con una decisione che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone.<br />
Quest&#8217;uomo è Mark  <em>&#8220;Ubuntu-c&#8217;est-moi&#8221; </em>Shuttleworth.</p>
<p>La decisione è&#8230; il nick name di Ubuntu 11.10! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il nostro SABDFL ha finalmente scelto il nick name di Ubuntu 11.10, sarà: <strong>Oneiric Ocelot</strong> (Ocelotto &#8211; o Gattopardo &#8211; Onirico).</p>
<p>Per darvi un&#8217;idea dello sforzo fatto, vi elenco alcune delle alternative pensate prima di arrivare a questo fantastico nome:</p>
<ul>
<li>oddball octopus</li>
<li>orange okapi</li>
<li>osculant orangutan</li>
</ul>
<p><em>Viste i rischi corsi con le possibili alternative, il nome scelto mi piace decisamente moooolto di più! </em></p>
<p>La motivazione di tale scelta si capisce nel consueto manifesto di intenti, che accompagna l&#8217;annuncio del nome della prossima versione di Ubuntu:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;We’ll need to keep up the pace of innovation on all fronts post-Natty. Our desktop has come together beautifully, and in the next release we’ll complete the cycle of making it available to all users, with a 2D experience to complement the OpenGL based Unity for those with the hardware to handle it. The introduction of Qt means we’ll be giving developers even more options for how they can produce interfaces that are both functional and aesthetically delightful.</em>&#8220;</p></blockquote>
<blockquote><p><em>&#8220;Dopo Natty, dobbiamo mantenere il passo innovativo su tutti  i fronti. Il nostro desktop sta venendo fuori magnificamente, e nel prossimo rilascio dobbiamo completare il ciclo e renderlo disponibile a tutti gli utenti, con un&#8217;esperienza 2D che completi Unity basato su OpenGL per chi non ha hardware che riesca a gestirlo. L&#8217;introduzione di QT significa che daremo agli sviluppatori ancora più opzioni su come loro possono produrre interfacce che siano sia funzionali che esteticamente deliziose&#8221; (trad. by Dario).</em></p></blockquote>
<p>Non resta che vedere come tutto questo si concretizzi in byte tangibili. <em> </em></p>
<p><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/be14f_eQBXSFHda2Q" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/eQBXSFHda2Q/ubuntu-1011-dopo-il-narvalo-elegante.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gimp, Inkscape e Scribus: tre incontri per usarli bene a Schio (VI)</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/gimp-inkscape-e-scribus-tre-incontri-per-usarli-bene-a-schio-vi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dario-Cavedon]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Esterne]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[utility]]></category>

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		<description><![CDATA[I loghi di GIMP, Inkscape e Scribus Nell&#8217;ambito del Software Libero, i programmi Gimp (fotoritocco), Inkscape (disegno vettoriale) e Scribus (desktop publishing) sono quelli più noti per lo sviluppo di progetti grafici. Questi software hanno raggiunto un livello di maturità che consente loro un utilizzo sia domestico che professionale. Questi 3 programmi saranno gli argomenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TVEdezkUMkI/AAAAAAAABPw/lCn7d9e5O1w/s1600/gimp-inkscape-scribus.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/35ae3_gimp-inkscape-scribus.jpg" border="0" alt="" width="400" height="132" /></a></div>
<div><em><span>I loghi di GIMP, Inkscape e Scribus</span></em></div>
<p>Nell&#8217;ambito del Software Libero, i programmi Gimp (fotoritocco), Inkscape (disegno vettoriale) e Scribus (desktop publishing) sono quelli più noti per lo sviluppo di progetti grafici. Questi software hanno raggiunto un livello di maturità che consente loro un utilizzo sia domestico che professionale.</p>
<p>Questi 3 programmi saranno gli argomenti degli incontri, organizzati da Piazza Telematica del Comune di Schio e da AVi LUG, che si terranno nei sabati pomeriggi di Febbraio a Schio (Vicenza), alle ore 16.00 presso il palazzo Toaldi Capra, in via Pasubio 92.</p>
<p>Gli incontri sono destinati a un pubblico generico e, anche se fruibili singolarmente, sono stati pensati come un mini corso dedicato alla realizzazione di un pieghevole promozionale dimostrativo, tramite l&#8217;uso di:</p>
<ul>
<li><strong>12 Febbraio, GIMP</strong>: per il trattamento di un&#8217;immagine a tono continuo, calibrazione cromatica ed effetti sulle immagini</li>
<li><strong>19 Febbraio, INKSCAPE</strong>: creazione di grafemi vettoriali e adeguamento di un logo esistente e</li>
<li><strong>26 Febbraio, SCRIBUS</strong>: impaginazione finale di questi elementi e del testo</li>
</ul>
<p>Presenterà gli incontri Milena Zanotelli, graphic designer, si occupa di illustrazione, progetto grafico e comunicazione, collabora da anni con Diskos (discipline della comunicazione Schio), ma fa formazione anche per Enti, Aziende e Ad personam.</p>
<p>Iscrivetevi subilo all&#8217;evento su Facebook e&#8230; partecipate numerosi! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/T64wVYFmA_U/gimp-inkscape-e-scribus-tre-incontri.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Eliminiamo i vecchi kernel con Ubuntu Tweak</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/eliminiamo-i-vecchi-kernel-con-ubuntu-tweak/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 15:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Destiny</dc:creator>
				<category><![CDATA[InfoBloggando]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Esterne]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Kernel]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu Tweak]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ormai ben sapete, ho consigliato e fatto installare Ubunut a numerosi amici/conoscenti/clienti. In questi ultimi tempi ho ricevuto alcune &#8220;lagnanze&#8221; relativamente al fatto che, aggiornando costantemente la propria versione di Ubuntu, la lista dei kernel elencati da Grub continui a contenere le vecchie versioni. A nulla sono valsi ovviamente i miei tentativi di spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai ben sapete, ho consigliato e fatto installare Ubunut a numerosi amici/conoscenti/clienti.<br />
In  questi ultimi tempi ho ricevuto alcune &#8220;lagnanze&#8221; relativamente al  fatto che, aggiornando costantemente la propria versione di Ubuntu, la  lista dei kernel elencati da Grub continui a contenere le vecchie  versioni.</p>
<p>A  nulla sono valsi ovviamente i miei tentativi di spiegare che questo  comportamento è voluto e desiderabile, per consentire l&#8217;avvio del  sistema con il kernel precedente nel caso l&#8217;aggiornamento non vada a  buon fine&#8230;<br />
Come fare quindi per eliminare queste &#8220;voci indesiderate&#8221; (dopo essersi <span style="text-decoration: underline;">ovviamente</span> accertati che il nostro sistema continui a funzionare perfettamente dopo l&#8217;upgrade)?<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-12089" title="Ubuntu Tweak" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/12/img1.png" alt="" width="456" height="404" /><br />
I  più smaliziati opteranno ovviamente per un &#8220;purge&#8221; da riga di comando,  ma per chi non volesse (o non se la sentisse) di smanettare con Bash, è  possibile comunque raggiungere l&#8217;agognato scopo utilizzando <a href="http://ubuntu-tweak.com/" target="_blank">Ubuntu Tweak</a> (che trovate comodamente nell&#8217;Ubuntu Software Center).<br />
Ubuntu  Tweak offre tante altre funzionalità e possibilità di personalizzazione  della nostra Ubunutu (e derivate), ma per il momento concentriamoci  sulla rimozione dei vecchi Kernel non più utilizzati.</p>
<p>Dopo aver aperto Ubuntu Tweak (menu <strong>Applicazioni/Strumenti di sistema</strong>), nella form principale selezioniamo <strong>Pulitore pacchetti</strong> nella sezione <strong>Applicazioni</strong>.<br />
Facciamo click ora sul pulsante <strong>Pulisci i kernel</strong> e successivamente premiamo <strong>Sblocca</strong> (ci verrà richiesto l&#8217;inserimento della nostra password per sicurezza)  per poter accedere finalmente all&#8217;elenco dei kernel installati.</p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_qK2UjTOGvHA/TPOiXjRxCtI/AAAAAAAAAQI/Rfu_sxqIPrg/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800" alt="" width="456" height="404" /></p>
<p>Selezioniamo ora i vecchi Kernel che siamo interessati a rimuovere (o premiamo <strong>Seleziona tutto</strong>, se siamo interessati ad una pulizia totale) e confermiamo premendo <strong>Pulisci</strong> (ci verrà nuovamente richiesta la nostra password).</p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_qK2UjTOGvHA/TPOjOEmKd3I/AAAAAAAAAQM/QmvYYW5IYWA/%5BUNSET%5D.png?imgmax=800" alt="" width="456" height="404" /></p>
<p>Dopo  qualche secondo di attesa verremo informati del completamento delle  operazioni di pulizia e, al prossimo riavvio, la lista dei Kernel  disponibili (prima &#8220;affollata&#8221;) sarà popolata solamente dal Kernel più  recente.</p>
<p>Ripeto comunque che l&#8217;operazione sopra descrita va  eseguita solamente se siete certi del perfetto funzionamento del vostro  sistema con il Kernel più recente.<br />
Per buona abitudine comunque, è  sempre meglio tenere sul nostro sistema il Kernel immediatamente  precedente all&#8217;ultimo installato (non si sa mai).</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/qqv4tp7Zsgk/eliminiamo-i-vecchi-kernel-con-ubuntu.html">InfoBloggando &#8211; Blog di informatica, elettronica, robotica</a></p>
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		</item>
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		<title>Ubuntu: primi test con Unity</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/ubuntu-primi-test-con-unity/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 15:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Destiny</dc:creator>
				<category><![CDATA[InfoBloggando]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Esterne]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Maverick Meerkat]]></category>
		<category><![CDATA[UNITY]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare in Canical sono sempre decisi verso la migrazione da Gnome a Unity (ne abbiamo già parlato in questo post), ed hanno cominciato una prima &#8220;sperimentazione sull&#8217;uomo&#8221;: un gruppo di utenti scelti a caso, ripartiti uniformemente per sesso, età, attitudini e competenze informatiche, sono stati sottoposti ad una sessione di test di circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11536" title="Unity Desktop Envirorment" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/11/Ubuntu_10.10_Maverick_Meerkat_Netbook_Live_USB1-500x281.png" alt="Unity Desktop" width="500" height="281" />A quanto pare in Canical sono sempre decisi verso la migrazione da Gnome a Unity (ne abbiamo già parlato in <a href="http://infobloggando.blogspot.com/2010/10/ubuntu-via-gnome-benvenuto-unity.html" target="_blank">questo post</a>), ed hanno cominciato una prima &#8220;sperimentazione sull&#8217;uomo&#8221;: un gruppo di utenti scelti a caso, ripartiti uniformemente per sesso, età, attitudini e competenze informatiche, sono stati sottoposti ad una sessione di test di circa un&#8217;ora al fine di valutare quanto Unity verrebbe favorevolmente accolto dagli utenti e soprattutto il grado di maturazione del progetto.</p>
<p>Senza entrare eccessivamente nei dettagli (vi rimando comunque alla <a href="http://design.canonical.com/2010/11/usability-testing-of-unity/" target="_blank">pagina riepilogativa del test</a> sul sito Canical, dove viene illustrata dettagliatamente la sessione), è possibile tracciare questo riepilogo:</p>
<ul>
<li>Idea di base:buono</li>
<li>Impatto grafico: ottimo</li>
<li>Facilità di gestione delle aree di lavoro: buono</li>
<li>Prestazioni complessive: scadente</li>
<li>Gestione dei file: scadente</li>
<li>Semplicità di gestione di icone, collegamenti, modifica wallpaper ecc: insufficiente</li>
<li>Stabilità complessiva del sistema: insufficiente (Unity ha spesso crashato durante i test)</li>
</ul>
<p>A mio giudizio, complessivamente non si può di certo dire che il test abbia avuto un gran successo quindi.<br />
Gli utenti sembrano apprezzare quindi le features grafiche di Unity, ma ne criticano pesantemente alcune scelte progettuali e soprattutto la semplicità e immediatezza d&#8217;utilizzo (rispetto ad un Gnome o ad un KDE), per non parlare della stabilità e della poca intuitività anche nelle operazioni più comuni e banali.</p>
<p>In buona sostanza quindi, anche gli utenti &#8220;non esperti&#8221; sembrano non apprezzare Unity o, quantomeno, non apprezzano Unity in questa attuale incarnazione.<br />
Spero vivamente che questi risultati (per quanto preliminari) inducano Canonical a riflettere e a fare marcia indietro su questa discutibile scelta.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/TbH6edKt4GQ/ubuntu-primi-test-con-unity.html">InfoBloggando &#8211; Blog di informatica, elettronica, robotica</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Kubuntu non è Ubuntu</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/kubuntu-non-e-ubuntu/</link>
		<comments>http://www.technozone.it/open-source/linux/kubuntu-non-e-ubuntu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dario-Cavedon]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Esterne]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[KUbuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[A marzo 2010 lessi un post di apachelogger, in cui si elencavano le differenze e le peculiarità di Kubuntu rispetto a Ubuntu, dal punto di vista organizzativo più che tecnico. Il post era davvero ben fatto! Mi ripromisi di chiedere all&#8217;autore il permesso e tradurlo in italiano, prima o poi (ah! che testa!). Adesso finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/8eacd_kubuntu-10.10-banner.png" border="0" alt="" width="504" height="132" /></p>
<p><em>A marzo 2010 lessi un post di apachelogger, in cui si elencavano le differenze e le peculiarità di Kubuntu rispetto a Ubuntu, dal punto di vista organizzativo più che tecnico. Il post era davvero ben fatto! Mi ripromisi di chiedere all&#8217;autore il permesso e tradurlo in italiano, prima o poi (ah! che testa!). Adesso finalmente l&#8217;ho tradotto, alcune cose sono cambiate, il mondo dell&#8217;informatica viaggia veloce, ma il post è ancora molto attuale. Le mie considerazioni e integrazioni sono tra parentesi, in italico.</em></p>
<p>Questo post è stato scritto per chiarire cos’è Kubuntu. Scriverlo è stato necessario perché la gente ne ha sempre un’immagine sbagliata.</p>
<p><strong>Entità</strong></p>
<p>Lasciatemi spiegare le relazioni tra le varie entità di Ubuntu.</p>
<p>Primo e più importante è il progetto Ubuntu, questo mostro enorme che include Ubuntu Desktop, Ubuntu Server, Kubuntu, Xubuntu, Edubuntu <em>(i flavours, cioè le versioni ufficiali di Ubuntu ndt)</em> e qualcos’altro. Si potrebbe pensare al progetto Ubuntu come un ombrello che copre la maggior parte delle attività (semi-) ufficiali che circondano Ubuntu. Fare pacchetti di software KDE potrebbe essere una di queste attività, quindi anche uno sviluppatore Kubuntu contribuisce in un certo senso a Ubuntu.</p>
<p>Questa relazione è anche visibile.</p>
<p>Nella comunità Kubuntu abbiamo una membership <em>(=una specie di “tessera del club” Ubuntu ndt)</em> speciale per chi si è distinto come valido contributore a Kubuntu. Con questa membership si ottiene un indirizzo email <em>@kubuntu.org</em> e qualche altra cosa simpatica. Potrebbe non essere del tutto evidente, ma questa membership riflette le relazioni tra Kubuntu e Ubuntu. Quando qualcuno diventa membro (della comunità) Kubuntu diventa anche membro Ubuntu (tecnicamente parlando i membri Kubuntu sono un sottoinsieme dei membri Ubuntu). Questo perché chi contribuisce a Kubuntu alla fine contribuisce a Ubuntu (il progetto, ma non necessariamente la distribuzione).</p>
<p>Adesso sappiamo che Ubuntu è una grossa entità che consiste di altre entità (come Kubuntu), ma allo stesso tempo Ubuntu è anche il nome della distribuzione caratterizzata dal desktop GNOME e prodotta dal progetto Ubuntu.</p>
<p>Fino ad ora stavo parlando di Ubuntu come progetto, e dico, buttandola lì, questo progetto è guidato dalla comunità. Certo, Kubuntu e Ubuntu hanno persone che ci lavorano a tempo pieno, ma ci sono centinaia e forse migliaia di altri, che passano il loro tempo libero contribuendo a Ubuntu. E qui tutta la faccenda comincia ad essere un po’ complicata.</p>
<p>Kubuntu è controllato “5 a 1” dalla comunità, Ubuntu (la distribuzione per desktop) no. Ci si potrebbe chiedere come sono arrivato al “5 a 1”. Beh, il Kubuntu Council (Consiglio di Kubuntu ndt), quasi sempre la più alta autorità in Kubuntu, è composto da 6 membri, di cui 5 non lavorano per Canonical.</p>
<p>Canonical, ancora un’altra entità. Canonical è un’azienda che sta tentando di fare soldi con i prodotti Ubuntu. Canonical è anche l’azienda che rende possibile Ubuntu, il progetto. Ovviamente ci dimentichiamo molto spesso di questo, ma senza Canonical non ci sarebbero siti web *buntu, non ci sarebbe launchpad <em>(la piattaforma web utilizzata per lo sviluppo di Ubuntu ndt)</em>, e di conseguenza nessun build deamon, nessuna daily CD builds of consistent manner <em>(tutta roba tecnica, non fateci caso se non capite ndt)</em>&#8230; in generale probabilmente non ci sarebbe nemmeno l’infrastruttura informatica per far girare tutte queste cose.</p>
<p>Solo la spesa per le infrastrutture (manutenzione, &#8230;) deve essere abbastanza notevole. A dire il vero, non sono stato del tutto sincero con voi. Canonical non solo sta cercando di fare soldi con i prodotti Ubuntu, Canonical guida anche lo sviluppo della maggior parte di questi prodotti (o almeno fino a un certo livello).</p>
<p><strong>Quindi il progetto Ubuntu è guidato dalla comunità E da Canonical</strong> <em>(io avrei invertito l&#8217;ordine dei soggetti ndt)</em>. Alcune parti più dalla comunità, e altre più da Canonical. Come sempre succede, questo significa che la comunità può concentrarsi sulle parti divertenti mentre Canonical riempie i vuoti del lavoro che deve necessariamente essere fatto in un progetto di creazione di una distribuzione. E questo funziona nella maggior parte dei casi. La maggior parte dei contributori liberi lo fa perché è divertente, o perché vogliono raggiungere obbiettivi personali (tipo far partire un sistema in 2 secondi), ma di solito non tutto il lavoro di creazione di una distribuzione è divertente. Penso sia inutile dire che contribuirebbero meno persone se queste dovessero passare tanto tempo su cose complicate e noiose. Insomma, qualcuno lo deve pur fare, perché non qualcuno pagato per questo? <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Naturalmente si tratta di uno schema molto semplificato, ma quello che sto cercando di spiegare è che c’è una simbiosi tra le attività all’interno del progetto Ubuntu.</p>
<p><strong>Potere e responsabilità</strong></p>
<p><em>“Da un grande potere deriva una grande responsabilità”</em> si sente nel primo film dell’Uomo Ragno. Queste parole sono molto vere, anche nel contesto di Ubuntu. Quelli che hanno il potere di guidare lo sviluppo, devono anche essere responsabili nel caso la direzione fosse sbagliata. E dirò di più, affermando che quelli che sono responsabili devono tenersi il potere di guidare lo sviluppo.</p>
<p>Che cosa significa questo per il progetto Ubuntu?</p>
<p>Canonical ha scelto GNOME come desktop preferito, e Debian come distribuzione preferita, poi ha fatto una nuova distribuzione basata su questi 2 strati di software esistente. Canonical vende contratti di supporto, infatti Canonical tenta di vivere solo su questo e su qualche altra attività all’interno o attorno all’universo Ubuntu. Quindi, quando qualcosa va storto, Canonical è la prima responsabile nei confronti dei propri clienti e partner. Supponiamo quindi che il prodotto sia Ubuntu, la distribuzione, e l’errore sia che GNOME è completamente inutilizzabile. Il cliente non andrà a lamentarsi dalla comunità, anche se contribuisce in parte al progetto. Il cliente andrà a lamentarsi da chi ha un contratto con lui, che è quindi Canonical. Canonical è quindi responsabile e deve avere abbastanza potere per evitare situazioni in cui potrebbe perdere consistenti quantità di denaro a causa di problemi nel prodotto. Quello che sto cercando di dire non è che Canonical ha o deve avere un controllo assoluto su Ubuntu, la distribuzione o il progetto, ma un certo controllo, quello necessario ad assicurare il loro giro d’affari e di conseguenza garantire il futuro dell’intero progetto Ubuntu.</p>
<p>Il panorama per Kubuntu è diverso. Kubuntu ha avuto origine grazie al contributo della comunità che ha innestato KDE sullo strato di base Ubuntu. Canonical decise di usare GNOME per il suo desktop e qualche membro della comunità decise di creare un’altra versione con KDE come desktop. Canonical pensò che questa fosse una buona idea e incorporò Kubuntu nel progetto Ubuntu, fornendo quindi le infrastrutture per la costruzione dei pacchetti e l’hosting e l’hosting per il sito web e la costruzione dei CD&#8230; Ma aveva poco interesse a sfruttare le potenzialità dell’affare e quindi decise di prendersi poche responsabilità. Che consistettero nell’assumere a tempo pieno uno dei padri fondatori di Kubuntu. La comunità ovviamente continuò a guidare i praticamente tutti gli aspetti, e quindi la comunità ha la maggior parte del potere sul corso dello sviluppo, semplicemente perché la comunità è responsabile del progetto e dello sviluppo del prodotto.</p>
<p><strong>Kubuntu non è Ubuntu</strong></p>
<p>Questa affermazione potrebbe sembrare incredibilmente ovvia, e ancora qualche volta qualcuno non capisce esattamente in quanti livelli si applica.</p>
<p>Certo, a livello tecnico Kubuntu non è Ubuntu perché usa KDE, anche se comunque utilizza uno strato di base Ubuntu&#8230;. Ancor più importante è far notare che ci sono altri settori in cui è valida l’affermazione precedente. Kubuntu non è un grande progetto come il progetto Ubuntu, è una parte del progetto Ubuntu, e deve perciò obbedire in parte alle sue regole e regolazioni. Questo significa per esempio che (noi sviluppatori) non possiamo inserire software non libero a caso nei nostri CD. Significa anche che Kubuntu non è il marchio scelto da Canonical, ma lo è Ubuntu, e questo è il motivo per cui il progetto si chiama Ubuntu e la distribuzione si chiama Ubuntu e i prodotti associati sono in qualche modo relativi a Ubuntu, magari usando anche il marchio (per esempio Ubuntu One).</p>
<p>Un’altra differenza importante è che la maggior parte delle modifiche non viene da Canonical. Le modifiche vengono da KDE o dalla comunità di sviluppo di Kubuntu (di cui solo 2 persone lavorano per Canonical&#8230;). Uno degli esempi più interessanti di supposizioni errate in questo campo, che mi riguarda da vicino, è che il programma di installazione di Mozilla Firefox, disponibile per Kubuntu 9.10 e successivi rilasci, è stato creato da Canonical. Ci sono alcune recensioni che lo affermano, invece l’ho creato io, e io non sono un dipendente di Canonical, né Canonical ne possiede il codice <em>(Kubuntu non ha Firefox installato in maniera predefinita perché usa un altro browser web; è disponibile però un programmino molto semplice per facilitare l’installazione di Firefox in qualsiasi momento ndt)</em>.</p>
<p>In generale si potrebbe dire che il materiale presente su Kubuntu per la maggior parte non ha niente a che fare con Canonical, e nel caso lo sia, allora è approvato e tollerato dalla comunità.</p>
<p>Riprendendo quando ho scritto più sopra che quelli che hanno il potere devono essere responsabili e i responsabili devono avere potere, mi piacerebbe fare chiarezza su quanto segue: <strong>la comunità Kubuntu detiene la maggior parte del potere e della responsabilità</strong>. Considerare Canonical responsabile dei problemi di Kubuntu, e di problemi ce ne sono molti, come in qualsiasi progetto software, è semplicemente sbagliato. Perché anche se ci sono stati errori da parte di Canonical, la comunità non ha ancora fatto niente per rimediare.</p>
<p><strong>Implicazioni</strong></p>
<p>La suddetta affermazione comporta anche qualcos’altro. Primo e più importante è che Kubuntu non deve ricevere la stessa attenzione da Canonical che Ubuntu, la distribuzione, riceve. Non c’è neanche nessun problema per questo. Né dalla prospettiva di Kubuntu né da quella di Canonical.</p>
<p>Dal punto di vista degli affari, per fare di Kubuntu una valida opportunità, Canonical dovrebbe investire abbastanza risorse su Kubuntu, che poi entrerebbe in competizione direttamente con il suo altro sistema, Ubuntu, che è anche il marchio principale. Sarebbe un po’ un problema, dal momento Kubuntu è percepito come un marchio diverso da Ubuntu (anche se potrebbero essere associati, in un modo o nell’altro). Ovviamente questo non andrebbe bene a entrambi i marchi perché finirebbero per dividersi la quantità di attenzione del pubblico, invece di essere indirizzato a un marchio in particolare. In più, vorrebbe dire che Canonical diventerebbe più responsabile (e quindi così avrebbe bisogno di più potere, vedi sopra). Quindi infine questo farebbe di Kubuntu un po’ meno prodotto della comunità e più un prodotto Canonical (supponiamo a circa come è adesso con Ubuntu). Questo porterebbe a sua volta Kubuntu a diventare più personalizzata rispetto a KDE upstream, perché ovviamente un’azienda vorrebbe distinguere il suo prodotto in tutti gli aspetti rispetto ai propri concorrenti, e questo significherebbe interventi importanti sul marchio, funzioni speciali, ecc.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>Quindi, finché Canonical continua a non sfruttare tutte le potenzialità d’affare che derivano da Kubuntu, la comunità probabilmente sarà ancora responsabile per qualche tempo a venire.</p>
<p>Questo significa in definitiva che la comunità detterà le regole e le decisioni di quello che pensa sia il meglio possibile. Finché la comunità sarà composta in maggioranza di persone che contribuiscono nel loro tempo libero, la risorsa tempo sarà limitata e quindi uno (sviluppatore) deve scegliere attentamente quali battaglie combattere. Di conseguenza questo significa che alcune cose semplicemente non possono essere fatte. Come per esempio l’integrazione con Ubuntu One <em>(proprio apachelogger ha sviluppato qualche mese fa, dopo aver pubblicato questo post ndt)</em>, ma adesso ci sono molte altre cose importanti su cui lavorare. Lo stesso per portare su Kubuntu il Software Center <em>(a questo hanno rimediato modificando KPackageKit, che adesso assomiglia in modo tremendo a Ubuntu Software Center ndt)</em>. Infine significa che la comunità deve decidere quanto “branding” deve essere inserito, e attualmente l’opinione è di rimanere quanto più fedeli a KDE. Non solo la grafica di KDE è di altissima qualità, ma sono anche i principali contributori del desktop di Kubuntu, quindi meritano la maggior parte del credito.</p>
<p>Vorrei infine sottolineare che l’obiettivo di Kubuntu era di fare la miglior distribuzione KDE, non la migliore derivata di Ubuntu, quindi modificare grafica e colori di KDE non sarebbe solo in conflitto con il fatto che grafica e colori di Kubuntu sono quasi uguali a KDE, ma anche con quello che Kubuntu sta tentando di diventare.</p>
<p>In breve: Kubuntu non è Ubuntu. In qualche occasione blog, storie e segnalazioni di errori suppongono che Canonical sia responsabile per quello che non è. In generale, il sottoscritto e gli altri sviluppatori di Kubuntu siamo responsabili di Kubuntu, per favore tenetelo a mente quando vi lamentate o ci elogiate.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/ieFyugXljk0/kubuntu-non-e-ubuntu.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Il Gruppo Test della Comunità Italiana: quando la realtà è migliore dei numeri</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa avevo fatto un post (vedi link sotto) sulla rilevante presenza del Gruppo Test di Ubuntu-it ai primi posti della &#8220;Hall of Fame&#8221; (=classifica dei migliori contributori) di Ubuntu. La classifica riporta ai primi posti il Gruppo Test italiano e i suoi membri. In effetti però, la situazione è molto migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di giorni fa avevo fatto un post (vedi link sotto) sulla rilevante presenza del Gruppo Test di Ubuntu-it ai primi posti della &#8220;Hall of Fame&#8221; (=classifica dei migliori contributori) di Ubuntu. La classifica riporta ai primi posti il Gruppo Test italiano e i suoi membri. In effetti però, la situazione è <strong>molto migliore</strong> di quanto riportano quei numeri. Procedo quindi qualche doverosa rettifica (in meglio).</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TNPlSX6em0I/AAAAAAAABIU/t8xUrDa-Tuc/s1600/isotesting-logo.png"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/a474e_isotesting-logo.png" border="0" alt="" width="446" height="68" /></p>
<p><strong>Test &#8220;ISO&#8221; </strong></p>
<p>Sulla classifica sono riportati <strong>43 test </strong>svolti dal Gruppo Test italiano. In realtà ne sono stati fatti molti di più, basti pensare che solo su Ubuntu 10.10 &#8220;final&#8221; (l&#8217;immagine ufficiale, quella rilasciata il 10.10.10) sono stati fatti ben <strong>80 test!</strong></p>
<p><strong>Fabio superstar </strong></p>
<p>Nella mia sbadataggine, ho dimenticato di citare Fabio Marconi, che è nelle prime posizioni della classifica dei &#8220;Top ISO Testers&#8221;. Provvedo a pubblicare un&#8217;immagine che gli rende (un po&#8217; di) giustizia.</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TNPiO5biqQI/AAAAAAAABIQ/mpeXB8ByNIU/s1600/iso_testers.png"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/a474e_iso_testers.png" border="0" alt="" width="224" height="320" /></p>
<p>Grazie Fabio, e scusa!</p>
<p><strong>Laptop testing</strong></p>
<p>Il Gruppo di Test italiano ha prestato una particolare attenzione ai test sui laptop (computer portatili). Anche questo progetto è nato dal Gruppo Test italiano. Il volume dei test è stato notevole: per Ubuntu 10.10 sono stati provati 24 portatili diversi. Se vi sembrano pochi, dovete pensare tutte le persone del Gruppo Test sono volontari, che fanno queste attività nel loro tempo libero, mettendo in campo mezzi propri.<br />
All&#8217;ultimo UDS (Ubuntu Developer Summit) è stato presentato anche un progetto su come migliorare questa attività&#8230; prossimamente su questi schermi! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Tutti possono partecipare</strong></p>
<p>Come già scritto nel post precedente: tutti possono partecipare! Il Gruppo Test attuale è composto dalla un&#8217;ampia varietà di persone: dagli adolescenti ai 50enni, da tutte le regioni italiane.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Contribuire a Ubuntu, e renderlo migliore non è mai stato così facile!</em></strong></p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/wbnSU7FKMxU/il-gruppo-test-della-comunita-italiana_05.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Il Gruppo Test della Comunità Italiana nella &quot;Hall of Fame&quot; Ubuntu</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 06:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una Comunità di supporto, qual è quella italiana di Ubuntu, si misura dai risultati che ottiene sul campo, più che dalle parole spese al bar. La maggior parte delle volte, tutto questo lavoro rimane nell&#8217;ombra, sovrastato dal rumore di fondo delle chiacchiere. Per rendere giustizia a tutti questi meriti, è stato creato tempo fa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una Comunità di supporto, qual è quella italiana di Ubuntu, si misura dai risultati che ottiene sul campo, più che dalle parole spese al bar. La maggior parte delle volte, tutto questo lavoro rimane nell&#8217;ombra, sovrastato dal rumore di fondo delle chiacchiere.</p>
<p>Per rendere giustizia a tutti questi meriti, è stato creato tempo fa il sito &#8220;Ubuntu Hall of Fame&#8221;, che mette in bella evidenza chi contribuisce di più allo sviluppo di Ubuntu, sia in termini di team che di singoli individui.</p>
<p>Qualche tempo fa era stata pubblicata un&#8217;intervista a Milo, autentico trascinatore del Gruppo Traduzione, che ancora compare in bella evidenza sulla home page.</p>
<p><strong>Ubuntu-it Tester rockstars!</strong></p>
<p>Mi sono imbattuto per caso su un post di <em>Ubuntutesting</em>, il blog che parla del testing su Ubuntu e di come questo possa contribuire a migliorare Ubuntu. Ebbene, in questo post si metteva in evidenza come nella &#8220;Hall of fame&#8221; fosse stata aggiunta anche una vista per quanto riguardava i LoCo Teams (= le comunità locali) e i singoli dediti al test di Ubuntu. La bella notizia, è che la Comunità Italiana svetta in testa alle classifiche, come ben si vede da queste immagini.</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TNFFUJMheMI/AAAAAAAABII/ufwKCvlDdLo/s1600/iso_testers.png"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/bb243_iso_testers.png" border="0" alt="" width="224" height="320" /></p>
<div style="text-align: center;"><span><em>Classifica dei più attivi nei test delle immagini ISO</em></span></div>
<div><a href="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/6c0b3_desktop.png"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/6c0b3_desktop.png" border="0" alt="" /></p>
<div style="text-align: center;"><span><em>Classifica dei più attivi nei test del desktop</em></span></div>
<p>Un grazie quindi al Gruppo di Test italiano, e in particolare ai <em>tostissimi</em> Paolo e Sergio: Ubuntu migliora anche grazie a loro!</p>
<p><strong>Chiunque può partecipare, anche tu!</strong></p>
<p>Partecipare ai test di Ubuntu è facilissimo, richiede solo due doti: la pazienza e il tempo. Chi è interessato può leggere tutti particolari sul wiki (vedi link sotto), ma soprattutto può contattare le persone del Gruppo Test. Troverà un bel po&#8217; di gente in gamba, aperta e cordiale, in grado di risolvere qualsiasi dubbio. Chi vuole dare una mano troverà sempre la porta aperta.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/1Di8L-sFvcw/il-gruppo-test-della-comunita-italiana.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Ubuntu: via Gnome, benvenuto Unity</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Destiny</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è ufficiale: la prossima release di Ubuntu (la 11.04) non utilizzerà più Gnome come Desktop Environment predefinito, che verrà sostituito da Unity. Unity è stata inizialmente introdotta come interfaccia per i Netboook, forte della propria ottimizzazione per schermi di piccole dimensioni, della sua semplicità di utilizzo e dell&#8217;esigua necessità di risorse. Presentando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è ufficiale: la prossima release di <strong>Ubuntu (la 11.04)</strong> non utilizzerà più <strong>Gnome</strong> come <strong>Desktop Environment </strong>predefinito, che verrà sostituito da <strong>Unity.</strong></p>
<p><strong>Unity</strong> è stata inizialmente introdotta come interfaccia per i <strong>Netboook</strong>, forte della propria ottimizzazione per schermi di piccole dimensioni, della sua semplicità di utilizzo e dell&#8217;esigua necessità di risorse.</p>
<div><a rel="attachment wp-att-10510" href="http://www.technozone.it/linux/ubuntu-via-gnome-benvenuto-unity/attachment/unset-5/"><img class="aligncenter size-full wp-image-10510" title="[UNSET]" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/UNSET2.jpg" alt="" width="570" height="350" /></a></div>
<div><img style="max-width: 800px;" src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/2e1e9_%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800" alt="" /></div>
<p>Presentando il progetto all&#8217;<strong>Ubuntu Developers Summit Mark Shuttleworkl,</strong> founder di <strong>Ubuntu</strong>, prospetta un utilizzo di <strong>Unity</strong> sia sui sistemi desktop che sui sistemi netbook, cosa che dovrebbe garantire una maggiore omogeneità di utilizzo di <strong>Ubuntu</strong> e sarà disponibile in due versioni: una versione &#8220;<strong>base</strong>&#8221; dotata solamente di grafica 2D (per sistemi con poca potenza elaborativa) e una versione data di accelerazione 3D (tipicamente pensata per l&#8217;utilizzo desktop).</p>
<p>La comunità degli utenti e degli sviluppatori si è ovviamente immediatamente spaccata in due: chi è a favore di <strong>Unity</strong>, e lo saluta come un passo importante per spingere ulteriormente <strong>Ubuntu e Linux</strong> in generale nel tentativo di penetrazione nell&#8217;ambito consumer e chi invece preferirebbe continuare con la strada tracciata da <strong>Gnome</strong> (in attesa del futuro <strong>Gnome 3.0</strong>, che promette meraviglie).</p>
<p>Personalmente il sottoscritto fa parte di coloro che non vedono l&#8217;adozione di <strong>Unity</strong> di buon occhio.</p>
<p><strong>Unity</strong> è un ottimo progetto, ed ha sicuramente i suoi vantaggi&#8230; ma non è pensato per un utilizzo su portatili e (peggio ancora) sul desktop. Perchè devo utilizzare un&#8217;interfaccia per netbook su un desktop in configurazione dual-head con 2 monitor da 20 pollici???</p>
<p>La mossa di <strong>Shuttleworth</strong> mi pare molto azzardata e, sinceramente, non basata su basi solide e reali, quanto più su una voglia di &#8220;distinguersi&#8221; dalle altre distribuzioni <strong>Linux</strong>.</p>
<p>Ciò che temo (ma più che un timore è una certezza) è che si dovrà assistere ad un ulteriore fork in seno alla comunità <strong>Linux</strong>: se <strong>Shuttleworth</strong> vorrà continuare su questa linea, aspettiamoci presto la nascita di <strong>GUbuntu.</strong></p>
<p>Non è neppure purtroppo da escludere che questa mossa del patron di <strong>Ubuntu</strong> possa ritorcersigli contro: quest&#8217;ultima (pessimistica, lo ammetto) visione spero venga smentita alla prova dei fatti: mi dispiacerebbe se <strong>Ubuntu </strong>perdesse gran parte degli utenti che sino ad ora si è così faticosamente guadagnata solamente per una &#8220;voglia di distinguersi&#8221;.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/JsfQd54RNtA/ubuntu-via-gnome-benvenuto-unity.html">InfoBloggando &#8211; Blog di informatica, elettronica, robotica</a></p>
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		<title>Ubuntu Pubblicità Progresso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 06:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa geniale pubblicità di Ubuntu è stata presentata all&#8217;UDS (Ubuntu Developer Summer) in corso in questi giorni a Orlando, in Florida. Un video vale più di 100 parole&#8230; Condiviso da: Dario Cavedon (iced)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10204" href="http://www.technozone.it/linux/ubuntu-pubblicita-progresso/attachment/ubuntu_wallpaper_1024x768-300x225/"></a><a rel="attachment wp-att-10205" href="http://www.technozone.it/linux/ubuntu-pubblicita-progresso/attachment/ubuntu_wallpaper_1024x768/"><img class="aligncenter size-large wp-image-10205" title="ubuntu_wallpaper_1024x768" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/ubuntu_wallpaper_1024x768-500x375.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Questa geniale pubblicità di Ubuntu è stata presentata all&#8217;UDS (Ubuntu Developer Summer) in corso in questi giorni a Orlando, in Florida.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="590" height="356" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vYTJPaM82nQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="590" height="356" src="http://www.youtube.com/v/vYTJPaM82nQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un video vale più di 100 parole&#8230;</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/icOZl76JnVU/ubuntu-pubblicita-progresso.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Linux Day 2010 a Schio, la crescita continua</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/linux-day-2010-a-schio-la-crescita-continua/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 05:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 23 Ottobre 2010 si è svolto a Schio (e in almeno altri 134 posti) il Linux Day, evento nazionale per la promozione e la diffusione di Linux e del Software Libero. Ecco un breve resoconto della giornata. La mattina a scuola per insegnare&#8230; La mattina del sabato 23, si va al Liceo Tron di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10086" href="http://www.technozone.it/linux/linux-day-2010-a-schio-la-crescita-continua/attachment/volantino-ld20101/"><img class="size-full wp-image-10086 alignleft" title="Volantino-LD2010[1]" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/Volantino-LD20101.jpg" alt="" width="288" height="400" /></a>Sabato 23 Ottobre 2010 si è svolto a Schio (e in almeno altri 134 posti) il Linux Day, evento nazionale per la promozione e la diffusione di Linux e del Software Libero. Ecco un breve resoconto della giornata. <strong> </strong></p>
<p><strong>La mattina a scuola per insegnare&#8230;</strong></p>
<p>La mattina del sabato 23, si va al Liceo Tron di Schio. Sono previsti 4 talk:</p>
<ul>
<li>Matteo Zaffonato: Introduzione al software libero</li>
<li>Dario Cavedon: Come contribuire a Ubuntu<br />
(Facciamo Ubuntu!)</li>
<li>Michele Pittoni: wiiLD &#8211; una lavagna multimediale a basso costo con il software libero</li>
<li>Umberto Peserico e Mauro Baldrani: Creazione di<br />
un&#8217;aula informatica con il software libero</li>
</ul>
<p>I talk sono incentrati sul tema centrale del Linux Day 2010, la scuola. Ai talk partecipano soprattutto studenti e qualche rara persona che arriva dall&#8217;esterno. Purtroppo è sempre difficile attirare persone in una scuola, per il prossimo anno dovremo forse inventarci qualcosa di diverso.</p>
<p>Al mio talk su come contribuire a Ubuntu partecipa un discreto numero di studenti. Peccato che alcuni siano lì più per saltare la lezione, che per ascoltare il sottoscritto. Mi capita di doverli riprendere più volte, facendo anche la figura del &#8220;professore cattivo&#8221;. Mi è spiaciuto farlo, e ancora di più mi spiace che ci siano tante risorse e tanto &#8220;oro grigio&#8221; sprecato. Purtroppo alla loro età le priorità sono diverse, e gli ormoni le influenzano in larga misura! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>&#8230; ma soprattutto per imparare!</strong></p>
<p>Dopo il talk vado in aula AM3, dove gli studenti del TronWeb hanno preparato un&#8217;aula con 30 PC dotati di Ubuntu 10.04, a disposizione di chi voglia provare una distribuzione GNU/Linux dal vero. Non faccio in tempo ad entrare, che Mauro mi presenta il prof. Camillo Urbani (e un altro prof. di cui non ricordo il nome!), creatore del sito didatticacomputer.org, dove ha pubblicato una serie di programmi in Visual Basic scaricabili gratuitamente. I programmi, divisi tra scuola materna, primaria e secondaria, permettono di insegnare le materie scolastiche utilizzando il computer. Il professore, è un vulcano in piena eruzione, e mi travolge con una serie di idee e proposte su come migliorare il suo software.<br />
In cambio, gli propongo di portare il suo software su Linux, magari utilizzando il linguaggio di programmazione GAMBAS, che è una versione del Basic per Linux. Vedremo cosa si può fare!</p>
<p>Ma è già ora di pranzo, ho perso i talk di Michele, Umberto e Mauro (peccato, ma vedrò i video fatti da Michele!). Volo a casa a mangiare due spaghetti con Mauro&#8230; (<strong>GRAZIE</strong> a Stefania che ha accolto senza battere ciglio l&#8217;ospite inatteso!)</p>
<p><strong>Pomeriggio in Piazza Telematica</strong></p>
<p>Neanche il tempo di digerire gli spaghetti e voliamo a Schio, questa volta in Piazza Telematica, dove si terranno i talk del pomeriggio. L&#8217;idea era quella di presidiare sia i locali di Piazza Telematica in via Pasini, sia quelli dello &#8220;Spazio promozione Software Libero&#8221; in galleria Conte. Purtroppo il tempo per preparare i locali è pochissimo <em>(altra lezione da imparare per il futuro!)</em>, e alla fine rimaniamo barricati in Piazza Telematica.</p>
<p>Il programma dei talk del pomeriggio è:</p>
<ul>
<li>Stefano De Boni: Sistema Informativo Territoriale su web con Software Libero nel Comune di Vicenza</li>
<li>Carla Sella: Thunderbird, Lightning e integrazione con Google Calendar</li>
<li>Matteo Zaffonato: presentazione di liberailvoip</li>
<li>Stefano Slaviero: video con software libero &#8211; teoria e pratica dal vivo</li>
<li>Stefano Slaviero: musica con software libero  &#8211; teoria e pratica dal vivo</li>
</ul>
<p>Faccio in tempo a vedere il talk  di Stefano De Boni (un web gis basato su software libero, dalle incredibili potenzialità), che Michele mi &#8220;richiama al dovere&#8221;: dall&#8217;altra parte, una serie di persone sta attendendo assistenza su Linux.</p>
<p>Passo quindi nell&#8217;altra stanza dove effettivamente c&#8217;è un bel po&#8217; di gente. Il fatto di essere sulla via pedonale di Schio dà i suoi indubbi vantaggi! Michele mi passa un portatile &#8220;vergine&#8221; su cui installare Ubuntu, ma non ho neanche il tempo di fare il boot da CD che sono interrotto da tutta una serie di persone che sono li a chiedere informazioni su configurazione e installazione di Linux.</p>
<p>Mi metto quindi a fare &#8220;accoglienza&#8221; a chi passa di lì <em>(l&#8217;installazione di Ubuntu sul portatile la finirà Michele) </em>e non finisco più fino a&#8230;. a che ora era? Boh!<br />
Mentre sono lì, Tania mi presenta Andrea Pigato, che ha vinto un premio a &#8220;Working Capital&#8221; con un software sviluppato assieme a un altro studente. La loro esperienza è molto interessante, si potrebbe organizzare qualcosa per presentarla al pubblico. Anche in questo caso, vedremo cosa si può fare&#8230;</p>
<p>Mi perdo tutti i talk del pomeriggio, spero che qualcuno (Tania!?) li abbia registrati per vederli con comodo.</p>
<p><strong>La Compagnia di Linux</strong></p>
<p>Ormai è sera, il Linux Day è finito.<br />
Sbaracchiamo le nostre poche cose, mettiamo in ordine i locali di Piazza Telematica.<br />
Riportiamo il materiale al Conte.<br />
Fuori è buio, manco me ne ero accorto, e fa abbastanza freddo.</p>
<p>Una strana compagnia passa per le vie del centro di Schio.<br />
Portano un telone, uno scatolone enorme con PC, qualche borsa di cavi e ciabatte.<br />
Qualche passante guarda con un certo finto indifferente stupore la compagnia.</p>
<p>La compagnia di Linux.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/Du2a8cu78VI/linux-day-2010-schio-la-crescita.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Aggiornare da Ubuntu 10.04 ad Ubuntu 10.10</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/aggiornare-da-ubuntu-10-04-ad-ubuntu-10-10/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 06:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Destiny</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[maverick]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi avesse installato la 10.04 LTS, gli aggiornamenti vengono configurati in automatico per scaricare solamente gli update LTS, non i nuovi rilasci di versione (dato che è appunto una LTS, ossia Long Term Support&#8230;). Ecco spiegato il &#8220;mistero misterioso&#8221; per il quale Ubuntu non vi propone di aggiornare alla nuova e scintillante 10.10. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-9994" title="ubuntu-maverick-logo[1]" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/ubuntu-maverick-logo1-500x177.png" alt="" width="500" height="177" />Per chi avesse installato la 10.04 LTS, gli aggiornamenti vengono configurati in automatico per scaricare solamente gli update LTS, non i nuovi rilasci di versione (dato che è appunto una LTS, ossia Long Term Support&#8230;).<br />
Ecco spiegato il &#8220;mistero misterioso&#8221; per il quale Ubuntu non vi propone di aggiornare alla nuova e scintillante 10.10.</p>
<p>Se anche voi volete aggiornare dalla vostra 10.04 all&#8217;ultima 10.10, ecco come fare:</p>
<ol>
<li>Aprite il pannello degli aggiornamenti (<strong>Sistema</strong>/<strong>Amministrazione</strong>/<strong>Gestore aggiornamenti</strong>)</li>
<li>Installate tutti gli aggiornamenti che vi vengono proposti e continuate a ripetere dal punto 1 sino a che non vi viene detto che non c&#8217;è più alcun aggiornamento da installare</li>
<li>Riavvio del PC (consigliato, ma non obbligatorio)</li>
<li>Aprite il pannello delle sorgenti softare (<strong>Sistema</strong>/<strong>Amministrazione</strong>/<strong>Sorgenti software</strong>)</li>
<li>Nel tab &#8220;<strong>Aggiornamenti</strong>&#8220;, selezionate alla voce &#8220;<strong>Avanzamento del rilascio</strong>&#8221; l&#8217;opzione &#8220;<strong>Rilascio normali</strong>&#8220;</li>
<li>Fate click su &#8220;<strong>Chiudi</strong>&#8220;</li>
<li>Aprite il pannello degli aggiornamenti (<strong>Sistema</strong>/<strong>Amministrazione</strong>/<strong>Gestore aggiornamenti</strong>)</li>
<li>Fate click sul pulsante &#8220;<strong>Verifica</strong>&#8220;</li>
<li>Ora vi verrà visualizzato il messaggio che vi propone l&#8217;avanzamento di versione: cliccate su &#8220;<strong>Esegui avanzamento</strong>&#8221; e seguite le istruzioni che vi compariranno a video (niente di che&#8230; avanti-avanti-avanti)</li>
</ol>
<p>Armatevi però di un po&#8217; di pazienza: potrebbe essere necessario anche parecchio tempo (in base alla connessione ad internet di cui disponete) per poter effettuare il download di tutti i pacchetti di aggiornamento.</p>
<p>Personalmente ho già eseguito la procedura con successo sul mio portatile e sul mio server di sviluppo&#8230; rapido ed indolore.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/fkY6D4KGA8w/aggiornare-da-ubuntu-1004-ad-ubuntu.html">InfoBloggando &#8211; Blog di informatica, elettronica, robotica</a></p>
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		<item>
		<title>Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat: la Risposta</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 14:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dario-Cavedon]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Esterne]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu 10.10]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Some time ago a group of hyper-intelligent pan dimensional beings decided to finally answer the great question of Life, The Universe and Everything. To this end, a small band of these Debians built an incredibly powerful distribution, Ubuntu. After this great computer programme had run (a very quick 3 million minutes&#8230;or 6 years) the answer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9620 aligncenter" title="ubuntu-the-answer2[1]" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/ubuntu-the-answer21.jpg" alt="" width="320" height="114" /></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Some time ago a group of hyper-intelligent pan dimensional beings decided to finally answer the great question of Life, The Universe and Everything.</em></p>
<p><em>To this end, a small band of these Debians built an incredibly powerful distribution, Ubuntu. After this great computer programme had run (a very quick 3 million minutes&#8230;or 6 years) the answer was announced. The Ultimate answer to Life, the Universe and Everything is&#8230;42, and in its&#8217; purest form 101010.</em></p>
<p><em>Which suggests that what you really need to know is &#8216;What was the Question?&#8217;.<span> </span>The great distribution kindly pointed out that what the problem really was that no-one knew the question. </em></p>
<p><em>Accordingly, the distribution designed a set of successors, marked by a circle of friends&#8230;to ultimately bring Unity to all things living&#8230;Ubuntu 10.10, to find the question to the ultimate answer.</em></p>
<p><em>And with that, the Ubuntu team is pleased to announce Ubuntu 10.10. Codenamed &#8220;Maverick Meerkat&#8221;, 10.10 continues Ubuntu&#8217;s proud tradition of integrating the latest and greatest open source technologies into a high-quality, easy-to-use Linux distribution.&#8221;</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>&#8220;Qualche tempo fa un gruppo di esseri iper-intelligenti pan-dimensionali decise di rispondere  finalmente alla domanda fondamentale sulla vita, l&#8217;universo e tutto quanto. </em></p>
<p><em>A tal fine, un piccolo gruppo di questi Debian costruirono una distribuzione incredibilmente potente, Ubuntu. La risposta fu annunciata dopo aver eseguito  (molto rapidamente, in soli 3 milioni di minuti &#8230; o 6 anni) questo stupendo programma. </em></p>
<p><em>La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l&#8217;universo e tutto quanto è&#8230; <strong>42</strong>, e, nella sua forma più pura, <strong>101010</strong>. Che suggerisce che quello che si deve davvero sapere è &#8216;Qual era la domanda?&#8217;. </em></p>
<p><em>La stupenda distribuzione indicò cortesemente che il problema reale era che nessuno conosceva la domanda. Di conseguenza, la distribuzione ha progettato una serie di successori, contrassegnati da un circle of friends (cerchio di amici)&#8230; per portare, in ultima analisi, Unity (l&#8217;unità) di tutti gli esseri viventi &#8230; </em></p>
<p><em><strong>Ubuntu 10.10, per trovare la domanda alla risposta fondamentale</strong>.</em></p>
<p><em>E con questo, il team di Ubuntu è lieto di annunciare Ubuntu 10.10. Con il nome in codice &#8220;Maverick Meerkat&#8221;, 10.10 continua l&#8217;orgogliosa tradizione di Ubuntu di integrare le migliori e più recenti tecnologie open source in una distribuzione Linux facile da utilizzare e di alta qualità.&#8221; (traduzione by Dario Cavedon)</em></p></blockquote>
<p>Queste parole potrebbero suonare davvero strane. Con queste parole Robbie Williamson, del Release Team, ha annunciato<br />
sulla mailing list &#8220;annunci&#8221; di Ubuntu, il rilascio di Ubuntu 10.10.</p>
<p>Si tratta di un omaggio a<strong> &#8220;Guida galattica per autostoppisti&#8221;, </strong>il libro di Douglas Adams. Un bel mescolone di riferimenti al libro e alle vicende di Ubuntu, che solo pochi (milioni di persone) capiranno.</p>
<p>Ubuntu 10.10 &#8220;Maverick Meerkat&#8221; è la migliore versione di Ubuntu di sempre. Dopo avere installato la RC su (uno dei) computer di casa, la prima impressione è di avere davanti qualcosa rifinito e lucidato, con una metodica ricerca nella cura dei particolari.</p>
<p>Quel tocco in più che mancava alla precedente versione, Ubuntu 10.04. Nei prossimi giorni darò un completo resoconto di installazione e prova su questo blog.</p>
<p><strong>Non di sola Ubuntu <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p><img src="http://2.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TLLoNleJdTI/AAAAAAAABGA/SFWAmXkB3Xs/s320/kubuntu-10.10-banner.png" border="0" alt="" width="320" height="160" /></p>
<p>Ricordatevi anche di Kubuntu 10.10: personalmente, la consiglio a chi è abbastanza coraggioso da provare qualcosa di completamente diverso, senza per questo doverci rimettere il computer! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Link:</p>
<p><a href="https://lists.ubuntu.com/archives/ubuntu-announce/2010-October/000139.html">L&#8217;annuncio ufficiale del rilascio di Ubuntu 10.10</a> (in inglese)<br />
<a href="http://www.ubuntu.com/desktop/get-ubuntu/download">Link per il download di Ubuntu 10.10 </a><br />
<a href="http://www.kubuntu.org/getkubuntu/download">Link per il download di Kubuntu 10.10</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_%28serie%29">Guida galattica per autostoppisti</a> su Wikipedia<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_risposta_alla_domanda_fondamentale_sulla_vita,_l%27universo_e_tutto_quanto">La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l&#8217;universo e tutto quanto</a> su Wikipedia</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/RFKxD-3BqS8/ubuntu-1010-maverick-meerkat-la.html">Dario Cavedon (iced)</a></p>
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		<title>Macbuntu: trasformare Ubuntu in Mac OS X</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/macbuntu-trasformare-ubuntu-in-mac-os-x/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 13:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X]]></category>
		<category><![CDATA[Tema]]></category>

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		<description><![CDATA[Macbuntu è un pacchetto all-in-one che permette di trasformare Ubuntu in Mac OS X in maniera del tutto automatica. Comprende un tema per il desktop (con icone e cursori per il mouse), una barra dock (Docky), i font, le schermate di boot/accesso e la barra dei menu in stile Apple (con i menu dei vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.geekissimo.com/wp-content/uploads/2010/10/macub.jpg" alt="" /><strong></strong></p>
<p><strong>Macbuntu </strong>è un pacchetto all-in-one che permette di trasformare Ubuntu in Mac OS X in maniera del tutto automatica. Comprende un tema per il desktop (con icone e cursori per il mouse), una barra dock (Docky), i font, le schermate di boot/accesso e la barra dei menu in stile Apple (con i menu dei vari programmi visualizzati nella barra delle applicazioni). Per installarlo occorrono circa cinque minuti, vediamo come.</p>
<p>Ubuntu 10.04</p>
<p>1. Accedere al terminale e dare i seguenti comandi:</p>
<p>wget https://downloads.sourceforge.net/project/macbuntu/macbuntu-10.04/v2.2/Macbuntu-10.04.tar.gz -O /tmp/Macbuntu-10.04.tar.gz<br />
tar xzvf /tmp/Macbuntu-10.04.tar.gz -C /tmp<br />
cd /tmp/Macbuntu-10.04/<br />
./install.sh</p>
<p>2. Seguire la semplice procedura guidata per completare l’installazione del pacchetto e applicare i temi. A scelta si possono personalizzare anche i browser.</p>
<p>Ubuntu 10.10</p>
<p>1. Accedere al terminale e dare i seguenti comandi:</p>
<p>wget https://downloads.sourceforge.net/project/macbuntu/macbuntu-10.10/v2.3/Macbuntu-10.10.tar.gz -O /tmp/Macbuntu-10.10.tar.gz<br />
tar xzvf /tmp/Macbuntu-10.10.tar.gz -C /tmp<br />
cd /tmp/Macbuntu-10.10/<br />
./install.sh</p>
<p>2. Seguire la semplice procedura guidata per completare l’installazione del pacchetto e applicare i temi. A scelta si possono personalizzare anche i browser.</p>
<p>Incredibile ma vero, è tutto! Dopo un semplice riavvio del sistema, vi ritroverete con un Ubuntu trasformato in Mac al 100%.</p>
<p>Il pacchetto non è ancora stato rilasciato in versione definitiva (pare sia un’alpha), ma noi l’abbiamo testato con assoluto successo su una copia di Ubuntu 10.04 a 64-bit. In caso di ripensamenti, potete disinstallare Macbuntu dando la stessa serie di comandi dal terminale e sostituendo “./install.sh” con “./uninstall.sh”.</p>
<p>Provatelo e fateci sapere cosa ne pensate!</p>
<p>via | <a href="http://www.geekissimo.com/2010/10/18/macbuntu-trasformare-ubuntu-in-mac-os-x-the-ultra-easy-way/">Geekissimo</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Trasformare il vostro Android in un Server Samba</title>
		<link>http://www.technozone.it/software/trasformare-il-vostro-android-in-un-server-samba/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PG360</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premetto che il vostro androide non inizierà a ballare a ritmo caraibico… Ma partiamo subito con lo spiegare brevissimamente cos’è Samba, : Samba è un progetto libero che fornisce servizi di condivisione di file e stampanti a client SMB/CIFS. In poche parole, se avete una rete locale ed avete necessita di condividere il contenuto della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.androidblog.it/site/wp-content/uploads/2010/10/htc-hero-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2568" title="htc-hero-2" src="http://www.androidblog.it/site/wp-content/uploads/2010/10/htc-hero-2.jpg" alt="" width="200" height="405" /></a></p>
<p>Premetto che il vostro androide non inizierà a ballare a ritmo caraibico… Ma partiamo subito con lo spiegare brevissimamente cos’è Samba, : <em><strong>Samba</strong> è un progetto libero che fornisce servizi di condivisione di file e stampanti a client <a title="Server message block" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Server_message_block">SMB</a>/<a title="CIFS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/CIFS">CIFS</a>.</em></p>
<p>In poche parole, se avete una rete locale ed avete necessita di <strong>condividere il contenuto della scheda sd del vostro android con tutti i computer della rete locale</strong> senza utilizzare a forza client ftp <em>(noioso per accedervi)</em>, questo è il software che fa per voi. E’ lo stesso medesimo sistema che utilizza per esempio la distro linux Ubuntu per interfacciarsi con le reti locali windows.</p>
<p>Il software è stato creato da <a href="http://forum.xda-developers.com/member.php?u=2499310">JimmyChingala</a>, richiede i <strong>permessi di root</strong> e funziona con Android <strong>&gt;2</strong>. E’ gratuitamente scaricabile dal forum di xda-developers a <a href="http://forum.xda-developers.com/showpost.php?p=8239139&amp;postcount=128">questo indirizzo</a>.</p>
<p>Condiviso da: <a href="http://www.androidblog.it/site/2010/10/04/2567/market/applicazioni/andrea-venditti/trasformare-il-vostro-android-in-un-server-samba/">Androidblog.it</a></p>
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		<title>Uno sguardo alle novità di Kubuntu 10.10 &quot;Maverick Meerkat&quot;</title>
		<link>http://www.technozone.it/open-source/linux/uno-sguardo-alle-novita-di-kubuntu-10-10-maverick-meerkat/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kubuntu Kubuntu è la &#8220;sorella minore&#8221; di Ubuntu, la più famosa e diffusa distribuzione GNU/Linux. Con la sorella, Kubuntu condivide buona parte dei pacchetti, differenziandosi però per quanto concerne l&#8217;ambiente desktop, utilizzando KDE invece di GNOME, e, di conseguenza, anche per buona parte delle applicazioni. Inoltre, si differenzia in parte per come è sviluppata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKweHw9c4PI/AAAAAAAABE4/iu0plsmIKNE/s1600/kubuntu-logo.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/10afe_kubuntu-logo.jpg" border="0" alt="" width="320" height="68" /></a></p>
<p><strong>Kubuntu</strong></p>
<p>Kubuntu è la &#8220;sorella minore&#8221; di Ubuntu, la più famosa e diffusa distribuzione GNU/Linux. Con la sorella, Kubuntu condivide buona parte dei pacchetti, differenziandosi però per quanto concerne l&#8217;ambiente desktop, utilizzando KDE invece di GNOME, e, di conseguenza, anche per buona parte delle applicazioni. Inoltre, si differenzia in parte per come è sviluppata e come è strutturata la Comunità di supporto, ma su questo farò un post a parte <em>(promesso!)</em>.<br />
Pur essendo molto meno famosa e diffusa, è la mia distribuzione preferita, quindi anche voi dovreste tenerla in adeguata considerazione! <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Negli ultimi tempi, l&#8217;avevo decisamente trascurata, vuoi perché impegnato nell&#8217;imparare meglio Ubuntu <em>(se devo parlarne in giro, è meglio che saperne qualcosa!)</em>, vuoi perché sto cambiando il &#8220;parco macchine&#8221; casalingo.<br />
È giunto però il momento di ripescarla dallo scatolone e darci un&#8217;occhiata più da vicino.</p>
<p><strong>Kubuntu 10.10 &#8220;Maverick Meerkat&#8221;: KDE 4 è diventato maggiorenne</strong></p>
<p>Per maggiorenne intendo adulto. Se c&#8217;è una cosa che ho sempre (intimamente) rimproverato a Kubuntu è la scelta di rilasciare software<em> &#8220;bleeeeeeding edge&#8221;</em> (=nuovissimo), con il rischio di scottare e scontentare i suoi utenti. Clamoroso fu il caso di Kubuntu 8.10, rilasciato con KDE4. Quel rilascio aveva come nome in codice &#8220;Intrepid Ibex&#8221;,  ma poteva anche chiamarsi &#8220;Immaturo Instabile&#8221;. La peggior versione di sempre.</p>
<p>Per fortuna, le cose sono poi andate sempre meglio, seguendo il lento e costante miglioramento di KDE 4, arrivato adesso alla versione 4.5.2. Adesso il desktop è davvero usabile senza patemi d&#8217;animo, anche se ha bisogno di un processore veloce (diciamo da un Pentium 4 in su), e una memoria adeguata (almeno 512 MB RAM), per consentire una esecuzione fluida dei comandi.</p>
<p><strong>Una ISO per tutti</strong></p>
<p>Le novità sono parecchie, a cominciare da <strong>KDE 4.5.1 SC</strong>, (la versione finale di Kubuntu 10.10 avrà <strong>KDE 4.5.1</strong>) una versione che corregge parecchi errori della versione 4.5. La novità più grossa di KDE 4.5 (già presente da Kubuntu 10.04) era <strong>KDE Plasma Netbook</strong>, un desktop studiato appositamente per i netbook. Con il prossimo rilascio, Kubuntu integra le due versioni (desktop e netbook) in un&#8217;unica ISO, con la possibilità di passare da un ambiente desktop all&#8217;altro, modificando le impostazioni di sistema. Sparisce quindi la versione &#8220;per netbook&#8221; di Kubuntu, che è quindi inglobata nella ISO della versione per pc desktop.</p>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKmzJ8iEcjI/AAAAAAAABD8/IpXNfI2ViXI/s1600/maverick-netbook.jpg"></a><a href="http://1.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKmzJwfqD7I/AAAAAAAABD4/6m5xtG05Vxw/s1600/maverick-desktop.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/10afe_maverick-desktop.jpg" border="0" alt="" width="320" height="179" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: </span></em><span><em>desktop &#8220;standard&#8221;</em></span></div>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKmzJ8iEcjI/AAAAAAAABD8/IpXNfI2ViXI/s1600/maverick-netbook.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/10afe_maverick-netbook.jpg" border="0" alt="" width="320" height="187" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: </span></em><span><em>desktop &#8220;netbook&#8221;</em></span></div>
<p>Ho provato il desktop per netbook, ed è davvero facile e divertente da usare. Se avete un netbook, date una possibilità a Kubuntu, non ve ne pentirete!</p>
<p><strong>L&#8217;installazione è ancora più facile</strong></p>
<p>Anche Ubiquity, il programma di installazione di Kubuntu è stato profondamente rivisto, sia dal punto di vista estetico che di funzionalità.<br />
Seguendo le &#8220;orme&#8221; della sorella maggiore, il CD Live di Kubuntu 10.10 parte in modalità grafica, dando la possibilità di scegliere se provare Kubuntu oppure installarlo direttamente.</p>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKwkTu8tCaI/AAAAAAAABFM/8pc13WeYWAQ/s1600/ubiquity-kde0.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/10afe_ubiquity-kde0.jpg" border="0" alt="" width="320" height="234" /></a></div>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKwhZ26_QCI/AAAAAAAABFA/8Jn5T_BwfX4/s1600/ubiquity-kde0.jpg"></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: scelta tra prova (try) o installa</span></em></div>
<p>In più il programma di installazione si arricchisce di due nuove funzioni (da attivare):</p>
<ul>
<li>la possibilità di installare fin da subito i pacchetti di &#8220;terze parti&#8221; come i codec per l&#8217;ascolto di MP3, il player Flash per vedere filmati su Internet (Youtube), i driver per hardware che non hanno supporto libero (come alcune schede Wi Fi);</li>
<li>la possibilità, se si dispone di un collegamento veloce a Internet, di scaricare &#8220;al volo&#8221; gli aggiornamenti, durante l&#8217;installazione.</li>
</ul>
<div><a href="http://2.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKwkT8McvxI/AAAAAAAABFQ/84QTl4KFt1I/s1600/ubiquity-kde2.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_ubiquity-kde2.jpg" border="0" alt="" width="320" height="235" /></a></div>
<div><em><span> Kubuntu 10.10 RC: preparazione all&#8217;installazione, </span></em></div>
<div><em><span>da notare le due caselle di spunta per installare </span></em></div>
<div><em><span>pacchetti di terze parti o gli aggiornamenti</span></em></div>
<p>Infine, per velocizzare i tempi, l&#8217;installazione parte subito dopo aver scelto come partizionare i dischi, anziché alla fine.</p>
<p><strong>Ei fu Konqueror (siccome immobile)</strong></p>
<p>Era nell&#8217;aria da qualche tempo, e adesso è diventata realtà: <strong>il browser predefinito di Kubuntu 10.10 sarà Rekonq</strong>, anziché Konqueror.<br />
Konqueror, fino a KDE 3 era il gestore di file e browser web predefinito per l&#8217;ambiente KDE. Con KDE 4, aveva perso la funzione di gestore di file a favore di Dolphin. Adesso, a causa dello sviluppo rimasto fermo per lungo tempo, perde anche la funzione di browser web. Dopo tanti anni di onorato lavoro, Konqueror finisce nella scatola dei ricordi. Ma non si può mai dire, un giorno, forse&#8230;</p>
<p>Rekonq, il nuovo browser web di  KDE, è fatto da un italiano (!), e si basa sul browser QT Demo Browser (sviluppato da Nokia) e Webkit (il motore di rendering, in comune con l&#8217;astro nascente Google Chrome, e di Apple Safari). La scelta di cambiare, se da una parte sembra obbligata, dall&#8217;altra è anche opportuna, visto che Rekonq sembra ricevere più cura e attenzione.</p>
<p>Ho provato Rekonq su un portatile, con la Live di Kubuntu 10.10 RC, e la prima impressione è stata negativa: appena cominciavo a scrivere www&#8230;., Rekonq andava in crash! Molto molto male&#8230; Poi mi sono ricordato che non avevo ancora attivato il Wi Fi, ed ero sconnesso da Internet. Ho attivato il Wi Fi, <em>et voilà! </em>Rekonq è partito come un missile. Da quel momento in poi, nessun problema. Appena ho un po&#8217; di tempo apro un bug su Launchpad per segnalare questo problema.</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKtAKBvOHII/AAAAAAAABEc/aG1RBybmzNY/s1600/maverick-rekonq.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_maverick-rekonq.jpg" border="0" alt="" width="320" height="283" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: </span></em><em><span>Rekonq 0.6.0, non vi ricorda qualcosa? <img src='http://www.technozone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </span></em></div>
<p>Per chi vuole andare sul sicuro, Kubuntu offre un programma di installazione facilitato per installare velocemente Firefox.</p>
<p><strong>Kubuntu Software Center (o qualcosa che gli somiglia)</strong></p>
<p>Per quei 3-4 di voi che non lo sanno, Software Center è il programma unico con cui scaricare software per Ubuntu. Senza dover fare lunghe ricerche su Internet, Software Center di Ubuntu offre una interfaccia semplice su cui trovare tutti i possibili programmi di Ubuntu.</p>
<p>Su Kubuntu manca un programma &#8220;Software Center&#8221;. Per colmare il gap, è stata data una rinfrescata all&#8217;interfaccia di <strong>KPackageKit, il programma per la gestione del software di Kubuntu</strong>. Il programma adesso si presenta con una vista per categoria di software (Grafica, Internet, Giochi, &#8230;.), e quindi per programma, e integra anche una piccola schermata di anteprima. Sparisce così la più ostica visione per pacchetto, presente fino a Kubuntu 10.04. Da KPackageKit si possono installare e rimuovere i programmi molto facilmente, con un paio di clic. Una riuscita imitazione di Ubuntu Software Center!</p>
<div><a href="http://2.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKtAjSSZLwI/AAAAAAAABEg/lI2P0aD1fis/s1600/kpackagekit.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_kpackagekit.jpg" border="0" alt="" width="320" height="229" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: </span></em><em><span>KPackageKit &#8220;travestito&#8221; da Software Center, </span></em><br />
<em><span>con l&#8217;elenco dei programmi della categoria &#8220;giochi&#8221;</span></em></div>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKtBLL9gsqI/AAAAAAAABEk/nvNZXL1jEJE/s1600/kpackagekit2.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_kpackagekit2.jpg" border="0" alt="" width="320" height="229" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: KPackageKit con l&#8217;anteprima del programma KMyMoney</span></em></div>
<p>È interessante notare che già da Kubuntu 10.04, KPackageKit mantiene la storia degli aggiornamenti fatti su Kubuntu. Questa funzionalità sarà aggiunta anche a Software Center da Ubuntu 10.10.</p>
<p><strong>Global Menu: uno per tutte</strong></p>
<p>Il <strong>Global Menu </strong>è una nuova funzionalità introdotta su KDE Plasma Notebook. Si tratta in sostanza di un pulsante &#8220;Menu&#8221;, posto sul pannello superiore, all&#8217;estremità sinistra. Questa pulsante <strong>contiene una barra dei menu, unica per tutte le applicazioni. </strong>In questo modo, le applicazioni hanno più spazio verticale, sempre troppo poco sui netbook!. Il contenuto del menu è contestuale, dipende cioè da quale applicazione sta girando in quel momento.</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKwvFYMtIFI/AAAAAAAABFk/rmTXfczJW_4/s1600/global_menu.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_global_menu.jpg" border="0" alt="" width="320" height="179" /></a></div>
<div><span><em>Kubuntu 10.10 RC: il global menu con Kontact</em></span></div>
<p><strong>The devil inside</strong></p>
<p>Kubuntu 10.10 integra BlueDevil come gestore delle connessioni bluetooth (usate soprattutto da cellulari, palmari e portatili). BlueDevil sostituisce Kbluetooth, che da tempo era fermo nello sviluppo.</p>
<div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_vwSvugAif60/TKwwIQUlXQI/AAAAAAAABFs/BsPz51BGDLM/s1600/bluedevil1.jpg"><img src="http://www.technozone.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/42542_bluedevil1.jpg" border="0" alt="" width="320" height="249" /></a></div>
<div><em><span>Kubuntu 10.10 RC: BlueDevil</span></em></div>
<p><strong>Altra roba (di minore importanza?) </strong></p>
<p>Kubuntu 10.10 ha anche altre novità, meno eclatanti, le elenco brevemente per dovere di cronaca:</p>
<ul>
<li><strong>PulseAudio</strong> è il nuovo server audio predefinito (lo stesso di Ubuntu);</li>
<li><strong>QABatch</strong> rimpiazza install-package come utility per l&#8217;installazione e aggiornamento dei pacchetti;</li>
<li>Anteprima tecnologica (cioè è software-da-evitare-se-lo-usate-sono-affari-vostri!) di <strong>Kubuntu Mobile</strong>, la nuova versione di Kubuntu destinata ai dispositivi mobili, come cellulari e palmari.</li>
</ul>
<p><strong>Kubuntu, dove vuoi andare (oggi)?</strong></p>
<p>Lasciati perdere gli ardori e azzardi &#8220;giovanili&#8221;, Kubuntu si avvia sulla strada della piena maturità, che segue di pari passo quella di KDE4. Ho sempre pensato che Kubuntu, come esperienza utente, fosse molto più KDE che Ubuntu. Con il rilascio 10.10, Kubuntu si avvicina un altro po&#8217; a Ubuntu in termini di stabilità e facilità d&#8217;utilizzo. Per ora però, i due progetti restano ben distanti e forse lo resteranno per molto tempo ancora.</p>
<p><a href="http://feedproxy.google.com/~r/DarioCavedoniced/~3/ZhkJ_hTIdf4/uno-sguardo-alle-novita-di-kubuntu-1010.html">Dario Cavedon</a></p>
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		<title>VLMC: editing video in salsa VLC</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 12:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrAKs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti noi (o quasi) conosciamo ed apprezziamo VLC, il potente player multimediale che in questi ultimi anni si è fatto ben conoscere per le sue doti di leggerezza e soprattutto per il fatto che è in grado di riprodurre praticamente qualsiasi formato audio/video esistente, anche se corrotto (ovviamente non in modo drastico), semi sconosciuto e [...]]]></description>
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<div>
<p>Tutti noi (o quasi) conosciamo ed apprezziamo <a href="http://www.videolan.org/vlc/" target="_blank">VLC</a>, il potente player multimediale che in questi ultimi anni si è fatto ben conoscere per le sue doti di leggerezza e soprattutto per il fatto che è in grado di riprodurre praticamente qualsiasi formato audio/video esistente, anche se corrotto (ovviamente non in modo drastico), semi sconosciuto e codificato con impostazioni &#8220;esotiche&#8221;.</p>
<p>VLC è davvero un ottimo compagno per tutta la nostra giornata. Non richiede obbligatoriamente l&#8217;installazione: dal sito è possibile scaricare i binari no-install in formato ZIP/7Z, decomprimerli, un doppio click e siamo già pronti per vedere/ascoltare il nostro film/musica.<br />
La potenza di VLC però non incide sulla sua leggerezza: il software è davvero una piuma (anche durante riproduzioni &#8220;impegnative&#8221;) e la miriade di impostazioni e settaggi disponibili sono in grado di soddisfare anche l&#8217;utilizzatore più esigente.</p>
<p>Gli sviluppatori di VLC hanno deciso a quanto pare di fare un &#8220;salto evolutivo&#8221;: non voglio più solamente limitarsi alla riproduzione di contenuto multimediali&#8230; hanno deciso di passare alla loro creazione!<br />
Come? Tramite il progetto <a href="http://trac.videolan.org/vlmc/" target="_blank">VLMC</a>.</p>
<p>VLMC è un editor video non lineare e affonda le sue radici nelle medesime librerie utilizzate per la realizzazione di VLC.<br />
Al momento il software è in pieno sviluppo (siamo alla versione 0.2.0), ma possiamo già cominciare ad utilizzarlo sulle nostre macchine e, perché no, magari contribuire al suo sviluppo, anche solo con una segnalazione di anomalia.</p>
<p>Per chi volesse provarlo, di seguito riporto i comandi da terminale per installarlo sulla Ubuntu 10.04:<br />
<em><br />
</em></p>
<div><em>sudo add-apt-repository ppa:falk-t-j/lucid</em><br />
<em>sudo add-apt-repository ppa:falk-t-j/lucid-latest</em><br />
<em>sudo apt-get update</em><br />
<em>sudo apt-get install vlmc</em></div>
<p><a rel="attachment wp-att-8655" href="http://www.technozone.it/linux/ubuntu/vlmc-editing-video-in-salsa-vlc/attachment/unset-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8655" title="[UNSET]" src="http://www.technozone.it/wp-content/uploads/2010/10/UNSET.jpg" alt="" width="482" height="301" /></a></p>
<p>Come si suol dire: se il buongiorno di vede dal mattino&#8230;<a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/pJUYyyvmKR0/vlmc-editing-video-in-salsa-vlc.html"></a></p>
<p><a href="http://feedproxy.google.com/~r/InfoBloggando/~3/pJUYyyvmKR0/vlmc-editing-video-in-salsa-vlc.html">Articolo Originale</a></p>
</div>
</div>
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