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L’Italia in 14esima posizione nella classifica dei paesi più presenti in Internet
Banda larga: eppur si muove

Lo so che l’estate è il momento meno opportuno per pensare. Il caldo,
l’afa, le giornate lunghe invitano a stare con le terga in ammollo in
piscina o al mare, piuttosto che stare lì a far lavorare il cervello. Però, per non perdere l’allenamento a pensare, propongo un paio di spunti. Chi non volesse, interrompa qui la lettura del post, e passi oltre, non gliene vorrò.
L’Osservatorio Banda Larga
Un buon strumento per capire la situazione della banda larga italiana, oltre leggersi tutti gli articoli in argomento sulla stampa, è quello di consultare il sito www.osservatoriobandalarga.it. L’”Osservatorio banda larga” è stato istituito nel 2002 da un’azienda attiva nel settore, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. Sul sito internet si possono trovare comunicati, ricerche e rassegne stampa sull’argomento. Oltre a questo, è disponibile anche un software, isposure, per misurare la vera velocità (non quella che vi vendono… e che pagate!) della propria connessione a Internet. Unica pecca: il programma è purtroppo disponibile per Windows.
Il rapporto “Domanda di connettività delle famiglie”
A fine giugno 2010, l’Osservatorio Banda Larga ha pubblicato il rapporto “La domanda di connettività e servizi a Banda Larga nelle famiglie italiane”. Il rapporto sintetizza in poche pagine alcune statistiche che fanno riflettere.
Per prima cosa, l’arretratezza italiana nella diffusione della Banda Larga: più della metà delle famiglie italiane, ben 13 milioni, non ha accesso alla rete a Banda Larga. A parziale contrappeso, la crescita del 14% nell’ultimo anno circa (1,5 milioni) delle famiglie che hanno accesso alla banda larga.
Come secondo fattore, l’analfabetismo informatico italiano. Così come è accaduto per leggere e scrivere, anche nell’uso del computer, c’è una fascia di popolazione – i più anziani e i più poveri – che è totalmente tagliata fuori dalla cultura informatica. Queste persone non sanno usare il computer, e molto probabilmente non impareranno mai a usarlo, basti pensare che le famiglie “analfabeti” sono diminuite di solo il 2% in otto anni!
“The italian way” alla Banda Larga
Il fenomeno della lenta crescita della banda larga è viziato da vari fattori. In primo luogo, la mancanza di una seria politica governativa, che inibisce di fatto qualsiasi possibilità di crescita rapida e ragionata delle infrastrutture necessarie. A questa mancanza, cercano di porre rimedio da una parte le amministrazioni locali, che stringono accordi limitati alla propria realtà. Dall’altra, le compagnie telefoniche fanno quello che possono, limitate dai propri (pochi) mezzi, ma investono solo in zone in cui possono avere un ritorno economico. Questo sistema ha il difetto di disperdere le risorse in mille rivoli diversi (qui si tira un cavo, là si mette un’antenna wi-fi, più in là ancora una Wi-Max…). Si arriva quindi ad avere una copertura della Banda Larga “a macchia di leopardo”, con situazioni diverse non solo tra Nord e Sud Italia, ma all’interno della stessa Regione, Provincia e anche addirittura Comune (!).
In secondo luogo, l’utente finale, il cui interesse per l’argomento appare abbastanza limitato. Chi non ha la Banda Larga, per il 67% la considera inutile.
Il cavallo di Troia
In realtà, lo strumento per l’accesso alla Banda Larga, già ce l’hanno, è nelle tasche di tutti gli Italiani: il telefono cellulare. Alcune amministrazioni e associazioni già lo usano regolarmente per inviare SMS su iniziative e avvenimenti a cittadini e associati. Si tratta di fare un passo in più: sfruttare meglio questo cavallino. Per esempio, con i codici QR (stampati su tutti i manifesti che promuovono un’iniziativa) si può dare accesso al cittadino a servizi informativi sull’iniziativa, oppure all’acquisto online di biglietti. Alcuni Comuni già lo fanno.
Oppure, si possono usare i social network – molto diffusi anche sui telefonini – per lo stesso scopo. Alcuni comuni già fanno anche questo!
In più, la prossima auspicata messa all’asta delle frequenze liberate dalla TV analogica, potrebbe consentire una ulteriore diffusione dei servizi di Banda Larga sulla telefonia mobile. Sarebbe un deciso cambio di marcia rispetto all’inesistente azione governativa fin qui messa in atto. Vero anche che l’azione sarebbe dettata più dal drammatico bisogno di rastrellare fondi per lo Stato, in questo lungo periodo di vacche magre, che dalla fiducia nelle nuove tecnologie.
Lo stato della pornografia su Internet secondo Online MBA
È tempo di tirare le somme sullo stato della pornografia su Internet.
A raccogliere i dati inerenti ai contenuti a luci rosse sulla rete ci ha pensato Online MBA.
Dalla ricerca condotta dal portale emerge che il 12% dei siti presenti sul web ha un contenuto a luci rosse, ogni secondo vengono spesi più di 3 milioni di dollari per l’acquisto di materiale di questo tipo, mentre sono 28 mila le persone che ogni secondo fanno visita a un sito pornografico.
Online MBA individua anche il consumatore medio di pornografia su Internet: si tratta di un individuo di sesso maschile sui 18-24 anni. Le donne invece sono in minoranza, secondo la ricerca un individuo di sesso femminile su 3 visita siti porno.
Il 25% delle ricerche che vengono effettuate sugli Internet search riguarda contenuti hard core; in pratica, tirando le somme, 68 milioni di ricerche ogni giorno hanno a che vedere con la pornografia.
La conseguenza di queste ricerche ha a che vedere con il download di materiale a luci rosse: Online MBA ha calcolato che il 35% dei download globali ha come contenuto film, brevi filmati o fotografie porno.
Se vi state chiedendo qual è il giorno in cui i siti a luci rosse impennano le visite, possiamo dirvi che non è il giorno di San Valentino ma il giorno del ringraziamento.
Un modo come un altro per digerire meglio il tacchino.
Tra le nuove dipendenze dei giovani c’è Internet
Durante il 26esimo congresso organizzato dal Sepi (Society for the Exploration of Psychotherapy Integration) sono emerse le nuove dipendenze dei giovani.
Gli esponenti della comunità scientifica psicoterapeutica hanno rilevato che il maggiore problema di assuefazione degli adolescenti è Internet, seguito via via da videogiochi, cellulare, sesso, shopping e gioco d’azzardo.
Gli organizzatori del congresso hanno spiegato come nella lista delle “dipendenze” non vi sono presenti le sostanze stupefacenti:
“Le nuove dipendenze non riguardano l’uso o abuso di sostanze, ma non per questo sono meno pericolose:
possono infatti portare a comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici riferiti a oggetti, attività, stili di vita, gestione del tempo, difficoltà relazionali ed un distorto rapporto con la realtà ed il mondo esterno.
La trasversalità sociale, culturale, generazionale delle nuove dipendenze e la loro pervasività nella vita di uomini e donne, anche di diversa estrazione sociale, testimoniano non solo la loro veloce diffusione nell’ultimo decennio, ma anche e soprattutto la loro potenza e pericolosità”.
Gli esperti fanno notare come in alcune fasce d’età e in alcuni soggetti particolari, l’abuso di Internet potrebbe causare maggiori problemi dell’uso di droghe.
In particolare si raccomanda ai genitori che hanno figli dell’età tra gli 11 e i 13 anni di vigilare costantemente sul rapporto che hanno con il web.
Teliad: il mercato dei link testuali
Sono stato contattato via mail da Giovanni Castellini, gestore del mercato italiano Teliad, che ha provveduto ad informarmi dettagliatamente su come funziona il loro servizio di marketing, le affiliazioni e i guadagni.
Guadagnare con il blog è ormai l’obiettivo principale di ogni bravo blogger, che oltre a desiderare la soddisfazione di raggiungere un interessante numero di lettori vorrebbe anche guadagnare qualche soldino.
Il mercato dei link testuali è un mezzo pubblicitario molto interessante per i piccoli editori che possono monetizzare in modo più cospicuo e duraturo, rispetto a programmi tipo AdSense, gli sforzi dedicati alla realizzazione di contenuti di una certa qualità.
Le pubblicità contestuali come AdSense pagano in base ai click realizzati dai visitatori sugli spazi pubblicitari, quindi un alto traffico e un’ottima contestualizzazione oltre a far parte di settori in cui gli inserzionisti spendono molto per l’advertising sono elementi fondamentali per riuscire ad accumulare somme degne di nota su base giornaliera e/o settimanale.
Il piccolo o medio blogger per conosciuto che sia non riuscirà mai a sviluppare elevati indici di traffico per sfruttare al meglio dei programmi come quelli che abbiamo appena analizzato.
Nella vendita di link testuali è il peso del blog/sito a determinare quanto si possa guadagnare per visualizzare sulle proprie pagine uno o più link per un periodo di tempo che di solito parte da un mese.
Il costo dello spazio per inserire un link sarà fissato a priori in base a tutti i parametri elencati poco fa ed il guadagno per il venditore sarà indipendente dal numero di clik sul link o dal numero di volte che questo è stato visualizzato durante il periodo comprato dal cliente.
Il valore associato ad ogni slot per link messo a disposizione da un publisher (blogger) viene calcolato dal sistema in base ai dati analizzati poco più sù associati anche alla posizione dove verrà pubblicato il link ed al fatto che questo sia visibile su una singola pagina piuttosto che su tutte.
Teliad lavora in modo leggermente diverso e lascia libertà al publisher di stabilire il prezzo di vendita del singolo link al netto di commissioni.
Facciamo un esempio: ipotizziamo che decida di vendere un link visibile su tutte le pagine del mio blog e che stabilisca di volerlo vendere a 10€/mese. Il sistema lo renderà disponibile a 10€+x€ di commissioni per teliad. Esagerare nella valutazione porterà le nostre offerte a non essere appetibili per chi è in cerca di acquisti validi. Il consiglio quindi è quello di valutare bene i prezzi stabiliti anche facendosi un’idea in base alle richieste di siti simili che potrebbero “soffiarvi il cliente”.
I link testuali in forma di link diretti HTML contengono annunci pubblicitari in formato testo con brevi dettagli descrittivi. Accrescono la rilevanza per i motori di ricerca e aumentano in modo sistematico il numero di visitatori di un sito. Con i semplici link testuali l’acquirente può stabilire il testo del link con il quale si viene collegati al suo URL.
Il link testuale può essere posizionato in un punto a piacere del sito web (per es. nell’area content, nella barra laterale, nella navigazione o nell’area a piè di pagina).

Content-Link sono link testuali con un content descrittivo redatto direttamente dall’inserzionista. L’acquirente può prenotare un intero paragrafo o area nel content del sito web, che poi può sempre essere posizionata da lui stesso.
A seconda del tipo di offerta, può trattarsi di un testo volto a consigliare qualcosa o anche di un intero articolo o di un post per un blog.
In un punto a piacere di questo paragrafo l’acquirente inserisce un link testuale. Il venditore inserisce poi il testo, comprensivo di link, nell’URL oggetto dell’offerta.
Come venditore è possibile indicare il numero massimo di caratteri per testi content.
Vendere link è il primo obiettivo di chi si iscrive a servizi come teliad, è palese. Da tenere in considerazione però sono anche i programmi di affiliazione che premiano l’iscritto in base ai nuovi iscritti che sono in grado di portare:
Per ogni nuovo cliente acquisito con successo, vi offriamo una provvigione di 20 €, che vi accreditiamo sul vostro conto cliente.
È richiesto unicamente che il nuovo cliente generi entro i primi due mesi dall’iscrizione un fatturato di almeno 10 €, ovvero che compri e/o venda link testuali per un valore di 10 €.
Per iscriversi basta cliccare qui
Internet sul telefonino: 10 milioni gli utenti in Italia
Ammontano a 10 milioni gli utenti che in Italia si connettono regolarmente con il telefonino.
Il dato è molto confortante se si pensa che all’inizio del 2009 gli italiani che erano soliti usare Internet fuori casa superavano a malapena i 6 milioni.
Quali sono i motivi che hanno permesso questo exploit tecnologico? Prima di tutto è il caso di annoverare gli smartphone.
I telefonini di nuova generazione sono diventati alla portata di tutti, se ne possono trovare di tutti i tipi e soprattutto per tutte le tasche (Il mitico iPhone è ancora molto lontano per diventare alla portata di tutti i portafogli).
Altro motivo riguarda la numerosa offerta di Internet mobile da parte delle varie compagnie telefoniche.
In pratica ogni persona può decidere comodamente quale piano tariffario si adatta alle proprie esigenze (e anche alle proprie tasche).
Le ultime rilevazioni non tengono conto degli incentivi statali emessi (di recente) per l’acquisto delle chiavette Internet, molto probabilmente gli utenti connessi alla rete tramite i dispositivi mobili sarebbero molti di più.
In tutta questa faccenda c’è un rovescio della medaglia, sembra paradossale ma il telefono cellulare non si utilizza più per i suoi servizi primari.
Il traffico voce ha subito un calo del 4%, invece gli sms del 2%; la causa è da imputare al massiccio (e gratuito) utilizzo delle e-mail.






