Articoli marcati con tag ‘Editoriale’

Easydownload.info: ovvero come pagare il software gratuito

Avete presenti quei programmi informatici detti open source (quelli che non hanno licenza, scaricabili gratis)? Avete ben chiaro che questi programmi sono gratuiti?

Che interesse c’è a pagare per scaricare open source ? Nessuno. Eppure qualcuno ha pensato bene di spremere soldi dai sassi: Easydownload.info, ora sotto la lente dell’Antitrust per condotta commerciale scorretta, un sito che permette di scaricare in modo apparentemente gratuito.

Peccato che il sito sia concepito per accalappiare consumatori più o meno disattenti, che inconsapevolmente ‘accettano’ un contratto che implica il pagamento di 96 euro.

Le segnalazioni sono state migliaia in circa due mesi, da quando è partito il primo allarme, a cui è seguita la denuncia all’Antitrust; che oggi ha ufficializzato l’apertura di un procedimento su questa società che ha (o avrebbe) sede legale in Germania, che invita a effettuare i pagamenti su una banca dell’Est Europa, e ha registrato il dominio easy-download.info in Arizona.

Si tratta in tutta evidenza di una ben congegnata strategia. Anche se non in modo evidente, le informazioni sull’onerosità del servizio e sul diritto di recesso (entro 10 giorni) sono presenti nel sito, ma il percorso di navigazione che l’utente è indotto a compiere, fa sì che ciò che c’è … sia invisibile.

Così, quando si inseriscono i propri dati, si pensa alla banale registrazione al sito.
Solo dopo un paio di settimane, una mail ‘informa’: visto che non hai effettuato il recesso, paga 96 euro.

Agli utenti che si sono imbattuti in questa situazione, consigliamo di non pagare e di segnalare il tutto all’Antitrust. Ma soprattutto di stare attenti, perché Internet è -al pari del ‘mondo terreno’- pieno di furbi, pronti a sfruttare ogni possibilità per fare soldi facili.(aduc)

E intanto anche su facebook impazza il tam tam:

NON PAGATE EASY DOWNLOAD

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iPad in Italia, successo o flop?

Venerdì è arrivato il tanto atteso tablet della Apple, l’iPad, in Italia. Grande successo? Moderato successo? O flop? E’ questo il dilemma che attanaglia gli esperti, purtroppo non ci sono dati ufficiali per poterne trarre le prime conseguenze.

Cio che è certo è il paragone dell’Italia con gli altri principali paesi dove sempre venerdì veniva venduto il tanto prezioso tablet: prendiamo ad esempio l’Inghilterra. Nell’Apple Store di Londra, a Regent Street, molto fans della Apple erano in coda già nella notte precedente alle vendite per essere certi di poter acquistare l’iPad.

In una visione più globale, possiamo dire che sia anche in Giappone, a Tokio la situazione era più o meno la stessa. Una lunga ma ordinata coda – come nel costume dei giapponesi – attendeva durante la notte l’apertura mattutina dell’Apple Store di Tokio.

A Londra la folla c’era, ma certamente in numero minore rispetto a Tokio. E in Italia? Milano e Roma hanno due AppStore ma non c’era praticamente nessuno in attesa durante la notte. Infatti se a Milano gli spazi adiacenti all’App Store erano deserti, a Roma c’erano solo due persone in attesa.

Il venerdì mattina invece ha visto un buon afflusso di utenti in tutti i negozi della penisola italica, che vendevano l’iPad. Non grandissime code ma una buona affluenza, più al nord che al sud. Ma il dato che ci interessa è quello relativo alle vendite, dato che non abbiamo purtroppo.

Perchè pare che molti utenti siano andati effettivamente negli Apple Store o Reseller, per guardare da vicino il tablet, e in molti sono stati scettici e non l’hanno acquistato. Altri addirittura hanno provato l’iPad traendone conclusioni negative, rinunciando di fatto all’acquisto. Vedremo nelle prossime settimane i dati Apple sulle vendite dell’iPad cosa ci diranno.

Pietro Gugliotta

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Ebook: è nata Edigita per la distribuzione di testi digitali

Feltrinelli, Messaggerie Italiane, GeMS e Rcs Libri, in una nota congiunta hanno annunciato la nascita di Edigita (Editoria Digitale Italiana), prima piattaforma italiana dedicata esclusivamente alla distribuzione e promozione degli eBook.

Dunque un vero e proprio supporto tecnologico al servizio dei principali editori italiani.

L’obbiettivo principale è quello di non rimanere fuori da un mercato con ottime prospettive di espansione tramite un’infrastruttura comune per la distribuzione online di testi digitali.

Il tutto sarà una grossa opportunità per tutti gli editori, che potranno accedere ad un ampio bacino di utenza. Tutte le loro edizioni verranno convertite in formato ebook, per massimizzarne la diffusione senza però tralasciare la protezione dei diritti.

La previsione ufficiale è quella di rendere disponibile già da settembre di quest’anno più di 2.000 titoli fra saggistica e narrativa, e grosse novità per affrontare il periodo natalizio con maggiore incisività commerciale.

Per quanto riguarda le previsioni di espansione del mercato ebook, le stime ufficiali parlano di un giro d’affari di 70 milioni di euro nel 2015, con quota di mercato attorno al 5%. Cifre ghiotte, e le case editrici non vorranno mancare alla spartizione dei profitti.

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Linkstreaming: il gestore si difende dalle accuse

Linkstreaming è stato costretto a chiudere baracca. La guardia di finanza dopo accurate indagini ha oscurato il sito reo di diffondere impropriamente materiale protetto da copyright.

Fin qui nulla di strano, ma il gestore della piattaforma cosa ha da dire in merito? Natale Ferrara (meglio conosciuto come Nata100) ha promesso battaglie legali non da poco, ingaggiando gli stessi avvocati coinvolti nel caso Pirate Bay

LinkStraming non ospitava direttamente materiale pirata, ma solo link a portali come Megavideo -  ha spiegato il gestore di Linkstreaming - I link sono vietati solo in Italia, avevo creato il sito come una community, un sito di condivisione. Su Facebook condividiamo le idee, su Linkstraming i link.

Durante l’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Ferrara prosegue affermando: Si sono portati via tutto, anche il mouse.  Quello che ho subito non è da Paese civile. Ho creato solo un sito link e rischio il carcere, mentre chi fa il falso in bilancio commette solo un reato civile.

La speranza di Natale Ferrara è che le cose vadano meglio di quanto accaduto con il precedente Pirate Bay: i gestori del sito sono stati costretti a chiudere i battenti (anche se il dominio è tutt’ora accessibile online).

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Yahoo: non paragonateci a Google

Carol Bartz manager di Yahoo, ha fatto sapere di non voler sentire più paragoni tra la sua società e Google. La Bartz ha sottolineato come tra il colosso di Mountan View e Yahoo ci sia un abisso di differenza:  Loro realizzano il 99% dei ricavi con un unico prodotto: l’advertising pubblicitario legato alla ricerca. Noi invece produciamo la metà dei ricavi dalla ricerca e l’altra metà dal display advertising settore nel quale siamo i leader di mercato. Questa è una delle cose importanti che offriamo in più rispetto a Google.

La manager di Yahoo ci tiene a ribadire come le due società sono diametralmente opposte nell’offerta dei servizi: Siamo una media company e insieme un operatore tecnologico. La partnership con Microsoft è molto produttiva. Loro ci forniscono i migliori algoritmi di ricerca possibili, gli stessi che utilizzano per , e noi vendiamo il prodotto ai grandi clienti pubblicitari. E non c’è nessuna cannibalizzazione con : abbiamo stili e “vestiti” diversi. A differenza di Google siamo un grande portale personalizzabile ma anche il più grande fornitore di email del mondo visto che dai nostri indirizzi vengono spediti ogni mese 100 miliardi di email.

Carol Bartz riuscirà a fare meglio del suo predecessore, non che cofondatore di Yahoo, Jerry Yang?

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Pallinux: tana libera tutti!

In un mondo lontano, la buia Terra di Digitos popolata di sole macchine e computer, viveva e governava su tutti il malefico Mister Woo.

Questo terribile dittatore era nel tempo diventato un orrendo gigante dagli occhi di fuoco che camminava tutta la giornata facendo vibrare i pesanti passi nel suo Regno, lasciando dietro di lui una scia di fumo e di terrore.

Mister Woo indossava sempre un lungo, malandato e sporco cappello a cilindro che una volta doveva essere stato di colore bianco, talmente vecchio e lacero che non riusciva nemmeno a stargli dritto sulla testa.

In tutta la Terra di Digitos erano disseminati gli abitanti – i computer – segregati ciascuno in una stretta gabbia di metallo. Al suo passaggio, Mister Woo estraeva una spina dalla tasca, la collegava a un computer e dall’altro capo del filo ne succhiava tutta la linfa lasciando il poveretto nella gabbia ogni giorno più esausto e sfinito. Leggi il resto di questo articolo »

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