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Google ed Apple: Amici per la pelle

Nonostante ci siano state svariate indiscrezioni riguardanti il rapporto tra i due colossi informatici, Apple e Google, che con l’arrivo del Nexus One sembrava essersi inasprito, Mountain View smentisce tutto.
Un ingegnere del settore mobile, in una dichiarazione ufficiale, afferma che il “divorzio” tra Google ed Apple non è mai avvenuto, vedi articoli precedenti.
“Apple è un partner molto stretto e prezioso e siamo molto emozionati per il rapporto che abbiamo con loro.
Non abbiamo ragione di credere che cambierà qualcosa in futuro [...]
Non vogliamo commentare le voci riguardo al Nexus One come un anti-iPhone, il rapporto tra Google e Apple è stabile [...]“
Il mese scorso, vi abbiamo parlato di una possibile adozione del motore di ricerca Bing da parte di Apple. Anche questo è falso, e a confermarlo ci pensa un dirigente Apple, dichiarando che “Microsoft Bing non potrà mai sostituire Google su iPhone“.
Omicidii commissionati tramite Facebook!

Totò Riina mandava le lettere, minacciando lo stato. Provenzano, in latitanza, scriveva dei bigliettini. Altri, mandavano gli ordini attraverso i parenti che andavano a colloquio nelle carceri. Ma mai nessuno ha pensato di utilizzare internet!
E’ storia degli ultimi giorni lo scandalo scoppiato in Inghilterra, dove uno dei più importanti boss locali, non utilizzava i “pizzini” per comunicare, ma bensì dettava ordini e leggi utilizzando Facebook.
Colin Gunn, condannato a 35 anni per “Associazione a delinquere finalizzata all’Omicidio“, è uno dei principali Boss detenuti a Long Lartin, una prigione di massima sicurezza nel Regno Unito, ma dotata di connessione ad internet e account Facebook, molto confortevole!
565 Amicizie, che hanno incuriosito il SundayTimes, che ha smascherato il delinquento e fatto chiudere l’account, proibendo a tutti i detenuti l’uso dei social network.
L’avvocato di Colin, ha dichiarato che internet era un suo diritto e la sua pagina non può essere oscurata. Intanto vanno avanti le indagini e si sospetta che Gunn, appunto tramite facebook, abbia commissionato l’omicidio di due coniugi inglesi.
Gli IPv4 stanno finendo: YouTube passa a IPv6
L’indirizzo IP (Internet Protocol), non è altro che un numero che identifica univocamente un dispositivo collegato ad una rete informatica, internet o intranet. In linea di massima può essere inteso anche come l’indirizzo stradale o il numero telefonico di una persona, grazie ad esso si può risalire a chi lo sta utilizzando.
Solitamente l’indirizzo IP è di tipo dinamico, cioè che viene contrattato ed assegnato ad ogni connessione. Esistono però anche indirizzi statici, cioè assegnati a priori ad un host (Dispositivo in rete) che rimane quello e non cambia.
Principalmente, la prima concezione di questi indirizzi (IPv4), che è il protocollo di comunicazione che ancora la maggioranza degli utenti ancora utilizza è così composto:
Si tratta di indirizzi formati da 32bit (4 byte), separati da un “.” byte per byte. Abbiamo quindi 4 serie di numeri xxx.xxx.xxx.xxx con x che va da 0 a 255.
Esempio: 195.24.65.215 questo è un indirizzo IP.
Data la stragrande popolarità di Internet, negli ultimi anni a questa parte, il numero di indirizzi IP utilizzati è cresciuto in maniera esponenziale.
Secondo alcuni calcoli la situazione è così:
liberi 402.653.160 su 4.294.967.295
Per risolvere questa situazione si è creato un nuovo standard IP, chiamato IPv6, che consiste nell’utilizzare indirizzi da 128bit (16byte), più precisamente 8 gruppi di 4 numeri esadecimali che rappresentano 2 byte ciascuno.
Ogni numero va quindi da 0 a 65535, questa volta per separare i gruppi è stato usato “:” i due punti. Esempio: 2001:0DB8:0000:0000:0000:0000:0000:0001 che può essere abbreviato in 2001:DB8::1
Negli ultimi tempi si è alzato un polverone riguardante questi 2 protocolli di comunicazione, IPv4 sta per finire bisogna passare ad IPv6, si era stabilito di effettuare questo trasloco nel 2010, ma sembra che dovremmo aspettare almeno il 2011.
Gli studiosi insistono col dire che questo passaggio costerà molti soldi e un enorme quantità di tempo, Google non la pensa così e qualche giorno fa ha iniziato la transazione di YouTube da IPv4 ad IPv6.
Il secondo sito più popolare della rete, con una grande quantità di server, ha liberato i suoi indirizzi, passando quasi completamente sui nuovi IPv6.
Tim rivoluzione la navigazione: Internet Key da14,4 Mbps in tutti i capoluoghi
Dopo tutte le rivoluzioni che le reti mobile, fissa e per il traffico dei dati hanno subito in questo periodo, anche Tim annuncia la sua ultima innovazione: da oggi, sarà possibile navigare a 14,4 Mbps in download e 5,6 Mbps in upload attraverso la rete HSUPA.
Ha inserito in commercio una nuova internet key, capace di raggiungere queste nuove velocità, superando così gli altri gestori.
Ma è presto per cantar vittoria, infatti, questi numeri sono solo teorici. La velocità reale e le performance di una rete possono essere calcolate solo secondo alcuni criteri fissi: la distanza dal punto di accesso, i disturbi dell’edificio e il numero di utenti connessi.
Onda MT825UP, questo è il nome della nuova chiavetta, si basa su un ultimo aggiornamento della rete HSUPA, grazie al collocamento di alcune stazioni radio sulle fibre ottiche dei capoluoghi.
Teoricamente, quindi, le velocità tanto acclamate potrebbero essere raggiunte, solo in alcuni casi isolati, dai dispositivi molto vicini agli access point ma, lentamente, il servizio si espanderà in tutta l’Italia.
La nuova chiavetta, è compatibile con i sistemi operativi Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Mac OS e Linux ed, inoltre, è dotata di memoria espandibile fino a 8 GB.
Ci sono due possibilità di contratto, abbonamento e ricaricabile:
Nella versione ricaricabile sarà necessario acquistare la Onda MT825UP al prezzo di 89€, dopo di ché sarà possibile attivare 100 ore di traffico scontate del 50%, al prezzo irrisorio di 10€ anziché 20€.
Nella versione abbonamento, la chiavetta Onda MT825UP è inclusa nella tariffa mensile ed è disponibile in due soluzioni: 30 ore al mese a 10€ e 100 ore al mese a 20€. Attenzione però, la versione abbonamento ha valenza di contratto per un tempo minimo di 24 mesi, per questo è richiesto un conto corrente.
Ibrido tra iPhone e MacBook: Specifiche Tecniche su iPad
Il tanto atteso tablet che ha fatto tanto parlare di sè, è stato finalmente presentato e ben accolto da tutti. Si presenta come una lavagnetta digitale multitouch contornata da un design lineare ed elegante.
Pesa solo 750 grammi ed ha una risoluzione 8×5 pollici, nato come un ibrido tra l’iPhone e il macbook senza essere nè smartphone nè un portatile.
iPad permette la navigazione in internet con grande comodità e di utilizzare le applicazioni presenti nell’AppStore. Uno strumento multimediale completo per la riproduzione di musica e la visione di video, funziona anche da e-book e consente anche di leggere email e feed rss, oltre la semplice gestione di foto o di giocare.
Questo nuovo dispositivo sarà commercializzato in 2 varianti con 3 versioni diverse per ogni variante:
- WiFi: disponibile con 16, 32, 64 GB di memoria, rispettivamente 499, 599, 699 euro.
- WiFI e 3G: disponibile con 16, 32, 64 GB di memoria, rispettivamente 629, 729, 829 euro.
Le dimensioni sono state studiate apposta per favorire una digitazione comoda e veloce sulla tastiera QWERTY virtuale e per la navigazione online sfruttando un Safari tipo Mac Os X e l’accelerometro per orientare il display.
In America sono già disponibili gli abbonamenti per la connessione ad internet grazie agli accordi con AT&T, per quanto riguarda l’Italia, siamo in attesa di qualche comunicazione da parte di Wind, Vodafone e Tre.
Grave bug nei sistemi Windows: tutte le versioni sono in pericolo
Dopo gli attacchi e la perdita di immagine subita da Internet Explorer e soprattutto mentre Microsoft era impegnata a partorire una patch per il suo amato browser (di poco valore), un esperto di sicurezza di Google ha pubblicato dettagliatamente una gravissima vulnerabilità di Windows.
Tavis Ormandy, scopritore della falla, spiega in articolo che il problema è legato alla DOS Virtual Machine, e può essere sfruttato per iniettare del codice direttamente nel kernel di Windows, consentendo ad un ipotetico aggressore o ad un malware di prendere il controllo delle aree più “sensibili” e protette del sistema, e installare ad esempio key logger o rootkit.
Ormandy sostiene di aver segnalato il bug a Microsoft nel giugno del 2009, tenendone nel frattempo segreti i dettagli: non avendo ricevuto nessuna risposta, nei giorni scorsi si è deciso a rendere il problema di pubblico dominio insieme ad un exploit dimostrativo.
L’exploit è stato testato con successo e funziona perfettamente su tutte le versioni di windows ad eccezione della 3.1.
In attesa che Microsoft rilasci una patch, è possibile proteggersi disattivando MS-DOS e WOWEXEC come spiegato in questo articolo del supporto tecnico di Microsoft.





