Google Wave era è stato un progetto che ha decisamente attirato la mia attenzione nei mesi passati (ne abbiamo parlato in 3 post: qui, qui e qui) ma che purtroppo non ha riscosso molto successo negli utenti.
Probabilmente la causa del mancato successo del progetto è da ricercarsi nel troppo prematuro rilascio (quasi in fase “embrionale” direi) e, complici le rolling release, i bug ed una certa non-intuitività di utilizzo (dovuta a mio avviso sempre alla gioventù del progetto), ne hanno comportato l’abbandono da parte degli utenti e la conseguente dismissione del progetto da parte di Google.
Ad una buona fetta di utenti però Wave è piaciuto (tra cui il sottoscritto), motivo per cui è stata proposta da più parti la sua inclusione all’interno dell’Apache Incubator.
Ora che il progetto è stato accettato, il codice sorgente (rilasciato da Google come open source) verrà sottoposto ad una serie di revisioni per adattarlo agli standard di codifica Apache e verranno vagliate tutte le richieste di modifica/implementazione/eliminazione di funzionalità degli utenti.
Uno degli innegabili vantaggi dell’inclusione del progetto nell’Apache Incubator sarà la disponibilità dei sorgenti per la parte server, che consentirà quindi a chiunque lo voglia di installare e gestire in prima persona un proprio server Wave, il cosiddetto “Wave in a Box”.
A dispetto dello scarso interesse dimostrato al primo rilascio, numerose aziende si sono dichiarate interessate al progetto. Tra le tante si possono citare Novel, IBM, Sap e (pare) addirittura la United States Army.
Personalmente spero davvero che Wave possa “risorgere dalle sue ceneri”… l’idea è davvero valida, ha solo bisogno della spinta nella giusta direzione.
Voi che ne pensate?
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