Flash: tutti contro Adobe


Nell’ultima settimana sembra essersi scatenata una vera e propria guerra di pensiero attorno a Flash, la tecnologia web di Adobe per la multimedialità che, devo dire, mi ha trovato particolarmente interessato.

Ricapitoliamo con ordine: ad “aprire le danze” è stato Steve Jobs che, con il suo solito modo di fare “cortese e garbato”, ha enunciato in una lettera aperta quelli che secondo lui sono i motivi per i quali Flash non può essere utilizzato sulle piattaforme Mobile (in special modo IPhone e IPad):

  • Flash non è uno standard open come HTML5, Javascript, CSS ecc. (se è per questo, nemmeno i software Apple sono open… ma sorvoliamo.)
  • Flash non è l’unico modo per fruire video sul web: sono già disponibili alternative altrettanto valide come l’H264
  • Utilizzo del sistema: il plugin Flash ha dei requisiti di sistema molto elevati (per essere un plugin e considerato il lavoro che deve svolgere) e impiega molte risorse sulla macchina
  • Sicurezza: nel corso del 2009 ed in questi primi mesi del 2010 Flash è stata una delle piattaforme maggiormente soggette ad attacchi
  • Non è “a portata di dito”: a quanto pare a Steve Jobs piace davvero tanto la sua tecnologia multitouch… e secondi lui Flash non sarebbe utilizzabile su dispositivi multitouch come l’IPad

A stretto giro di posta (anzi… di video) risponde a Jobs Shantanu Narayen, CEO di Adobe, rispendendo al mittente le critiche sostenendo che Adobe cerca di vantaggi del multipiattaforma, e per questo c’è un prezzo da pagare (in termini di pesantezza delle applicazioni ecc). 

Secondo Narayen queste di Jobs sono accuse infondate, montate ad arte per giustificare i limiti che la casa di Cupertino sta imponendo ai propri utenti.

Tutti i limiti evidenziati da Jobs sarebbe inoltre causati da Apple stessa: i crash del plugin Flash? Colpa di MacOS. La scarsa durata delle batterie? Colpa del DRM.

Adobe conclude rincarando inoltre la dose asserendo che quella di Jobs non è altro che una manovra per tentare di creare un monopolio basato su IPhone (e tecnologie connesse).

Microsoft, dal canto suo, non sta a guardare e tramite il General Manager di Internet Explorer Dean Hachamovitch fa sapere che vede HTML5 nel futuro del Web come miglior supporto per la visualizzazione dei video e dei contenuti Internet multimediali, perchè non richiede l’installazione di ulteriori plugin (più o meno proprietari).
Insomma… sembra che Microsoft la pensi come Apple.

Ultimo affondo in ordine temporale è quello dell’analista di Opera Phillip Grønvold che in una intervista a TechRadar ha ammesso che Flash è fondamentale per il web odierno e potrà anche esserlo per il web futuro, ma che per i video su Internet vede delle altre alternative più efficienti e performanti.

“L’internet contemporaneo è dipendente da Flash – ha detto -.Se togliete Flash, non avrete internet. Ma ad Opera diciamo che il futuro del web sono gli standard del web open e Flash non ne fa parte… Per qualche ragione, non è parte del tessuto del web e Flash deve fare in modo di essere incluso nel futuro del web e degli standard open, altrimenti la sua tecnologia sarà decisamente sotto attacco da molti lati dal momento che gli standard open continuano ad andare avanti“.

Insomma… una vera e proprio guerra su più fronti! Volete sapere come la penso io?
Personalmente non ho mai amato troppo la tecnologia Flash: la trovo troppo invasiva sul sistema (necessità di installare un plugin nel browser), eccessivamente pesante in termini di carico sul processore e di utilizzo complessivo del sistema durante la visualizzazione anche solamente di un semplice video.

Per non parlare poi della realizzazione dei video in Flash: tempo fa valutai la possibilità di realizzare un portale in Flash per un mio cliente e quindi cominciai a studiare la tecnologia e le metodologie di sviluppo: l’ho trovata eccessivamente complessa, troppo distante da quelli che sono i canoni ed i normali concetti di programmazione e di sviluppo, tant’è che alla fine optai per realizare gli effetti grafici di cui necessitavo usando la libreria JavaScript JQuery, ottenendo alla fine un prodotto snello, indipendente dal browser e dalla piattaforma che è stato davvero accolto con entusiasmo da chi mi ha commissionato il lavoro.

Ben vengano quindi gli standard aperti per il web: prima ci si sgancia da plugin proprietari pesanti come Flash, meglio sarà per la user-experience degli utenti e per lo sviluppo e la diffusione del web in generale.

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