Archivi per la categoria ‘Linux’
Impiegare il BlackBerry come modem da Ubuntu
Grazie a Thibaut Colar, ora è finalmente possibile usare il modem interno del BlackBerry per effettuare collegamenti internet anche da Ubuntu.
L’applicazione sviluppata da Thibaut si chiama Berry4All e se da un lato il codice è estremamente efficiente nella sua funzionalità, purtroppo il sito web non offre molta chiarezza nell’uso, perciò cercherò di sintetizzare qui la mia esperienza, cercando di renderla quanto più lineare possibile.
Installazione dipendenze.
Berry4All è scritto in python, quindi occorre prima verificare se le seguenti dipendenze sono già installate:
sudo apt-get install python libusb-dev ppp python-usb
Download e installazione Berry4All.
Scaricare il software da questo link e salvarlo nella propria Home. Successivamente estrarre completamente il pacchetto compresso. Si verrà così a creare il folder bbtether nella Home, nella cui directory conf saranno presenti gli script per il collegamento alla TIM, facilmente modificabili per altri operatori.
Collegamento.
Collegare il BlackBerry tramite il cavo USB, aprire un terminale e digitare:
cd $/HOME/bbtether sudo python bbtether.py tim
Nota: Se il vostro cellulare è protetto da password, l’ultima istruzione dovrà essere sostituita dalla seguente:
sudo python bbtether.py tim -P miapassword
A questo punto inizierà il colloquio tra il PC e il cellulare della RIM, fino alla presentazione a schermo dei dati di connessione. Es:
local IP address 25.228.79.47 remote IP address 169.252.3.1 primary DNS address 66.94.9.120 secondary DNS address 66.94.25.120
Siete collegati e potete navigare! Lasciate aperto il terminale. Berry4All avrà creato una connessione di tipo PPP con il provider.
Disconnessione.
Per disconnettersi dalla rete sarà sufficiente premere Ctrl-C nel terminale in cui Berry4All è in esecuzione. Attenzione: attendere che tutte le operazioni di handshake si concludano e l’applicazione esca normalmente riportando il terminale fino al prompt di sistema.
Nota: le prove sono state effettuate con Ubuntu 9.10, Blackberry 8320 curve, e Berry4All v. 0.3k. Esiste anche una versione GUI dell’applicazione, ma vista la semplicità d’uso, l’esigenza di ulteriori dipendenze e nessuna funzionalità aggiuntiva, ho preferito optare per l’uso da terminale.
Ovviamente si può aggiungere un lanciatore personalizzato, un’icona e qualunque altra cosa per rendere la user-experience meno spartana, tuttavia la sostanza non cambia…
Impiegare il BlackBerry come modem da Ubuntu « Fabio Marzocca.
Dell non “scarica” Ubuntu (in faccia ai maligni e ai superbi)

Nei giorni scorsi s’era diffusa la notizia che Dell non avrebbe più venduto PC con Ubuntu preinstallato, destinati a un limitato pubblico di “utenti avanzati e entusiasti”. Questi PC sembrava fossero ordinabili solo per telefono, come per dire “dopo che gli addetti alla vendita avessero chiesto 4 volte al cliente se era sicuro sicuro sicuro sicuro di voler Ubuntu” (e non quell’altra roba).
Adesso c’è stato invece un inatteso ribaltone, con Dell che ha invece ampliato la propria offerta di PC, con un nuovo desktop mini tower, che va ad affiancarsi all’offerta esistente.
Anne Camdem di Dell ha dichiarato:
“Regarding the situation in the UK, it’s really pretty simple: we are
working with variances in regional demands, which means we don’t always
have the same offering online in all regions, but the rumored death of
Ubuntu with Dell is greatly exaggerated”
“Riguardo la situazione in Gran Bretagna (dove Dell consiglia Ubuntu solo a chi è interessato al software libero ndt), è davvero molto semplice: lavoriamo con una domanda regionale variabile, che significa che non abbiamo la stessa offerta online in tutte le regioni, ma le voci della morte di Ubuntu con Dell è grandemente esagerata” (trad. by Dario)
La situazione è quindi molto “liquida”, e suscettibile di cambiamenti molto veloci. Nessuno sa con precisione quale siano i dati di vendita dei PC Dell con Ubuntu preinstallato, ma Dell – per adesso – non vuole uscire dal mercato di quello che sarà (prima o poi), il sistema operativo che dominerà il mondo!
Link:
Notizia dello stop alle vendite di portatili con Ubuntu (in inglese)
Notizia dell’espansione dell’offerta della vendita di portatili con Ubuntu (in inglese)
Altra notizia dell’espanzione dell’offerta della vendita di portatili con Ubuntu (in inglese)
Mandriva in difficoltà, e rimanda il rilascio di 2010
Mandriva, una delle “storiche” distribuzioni Linux, famosa per la sua facilità di installazione e utilizzo, sta vivendo un periodo tormentato. Riepilogo rapidamente.
(Triste) storia recente
Circa 6 mesi fa la società che cura lo sviluppo della distribuzione, che si chiama Mandriva SA, era in cerca di nuovi finanziatori, senza i quali avrebbe dovuto chiudere bottega.
Il 12 maggio 2010, l’amministratore delegato di Mandriva SA, Arnaud Laprévote, a fronte delle numerose voci che davano la società in fallimento, si sentiva in dovere di rassicurare la comunità sul futuro della distribuzione, direttamente dal Blog di Mandriva.
Il 18 giugno 2010, la Comunità Francese (insieme ad altre) di Mandriva indirizzava una lettera aperta a Mandriva SA, in cui chiedeva un riscontro alle rassicurazioni del suo amministratore
Il 22 giugno 2010, il CEO Arnaud Laprévote annunciava:
“L’azienda ha trovato investitori che hanno deciso di investire nella società, per riportare il
gruppo a trovare un equilibrio e buon modello di business. Le preoccupazioni della comunità e degli utenti non hanno più bisogno di
essere.”
Invece qualche problema deve ancora esserci A parziale conferma, il rinvio del rilascio della versione 2010.1, atteso per giugno e che (alla data in cui scrivo) è stato invece fissato per l’8 luglio.
(Meno triste) storia ancestrale
Mandriva è stata una delle prima distribuzioni che ho usato, si parla di circa 10 anni fa. Al tempo si chiamava Mandrake, è diventata Mandriva nel 2005 dopo la fusione Conectiva, distribuzione brasiliana, anche per metter fine al contenzioso che la vedeva contrapposta al famoso fumetto omonimo.
Quando era nata nel 1998, era una derivata di Red Hat Linux, a cui aggiungeva KDE e qualche programma suo, tra cui il famoso pannello di controllo. Poi con il tempo, assunse vita propria, discostandosi sempre più dall’illustre genitore.
Mi piaceva perché era facile da installare, aveva un buon riconoscimento dell’hardware ed era molto facile per chi (come il sottoscritto) arrivava da un altro sistema operativo. Poi, mi giunse all’orecchio la storia di un milionario folle che aveva fatto una distribuzione basata su Debian, ma facile da usare.
Mi spiace sapere delle attuali difficoltà, spero che Mandriva SA trovi un modello di business che consenta loro di continuare a sviluppare e supportare la distribuzione. Purtroppo, la quota di mercato di Linux è ancora irrisoria, e la crescita, pur costante nel tempo, è lenta. Forse troppo lenta per supportare gli investimenti fatti finora.
Link:
Articolo su “Linux Journal” sulle difficoltà di Mandriva (in inglese)
Lettera aperta del CEO di Mandriva (dal blog di Mandriva – in francese)
Lettera aperta delle Comunità Mandriva a Mandriva SA (dal sito della Comunità Francese – in francese)
Articolo sul salvataggio di Mandriva (da LeMagIT.fr – in francese)
(Ultima) notizia del rinvio del rilascio di Mandriva 2010.1
Mandriva su Wikipedia
9 soluzioni gratis per backup, sincronizzazione e condivisione file
Se vogliamo avere i nostri file a disposizione nel PC, laptop, netbook, telefonini si rendono necessarie soluzioni per avere i file sincronizzati, protetti e condivisibili.
Ecco 9 valide soluzioni con spazio di base gratuito che in genere è di 2 GB. Richiedono l’istallazione di una applicazione per la sincronizzazione tra dispositivi.
Dropbox
Windows, Linux e Mac. Il più popolare. Indispensabile.
Mozy
Per Windows e Mac.
SpiderOak
Windows, Linux e Mac.
Syncplicity
Windows e Mac
CrashPlan
Windows, Linux e Mac. Il backup tra dispositivi è gratis mentre il backup online è a pagamento.
SugarSync
Per Windows e Mac
ZumoDrive
Per Windows e Mac 1 GB di spazio gratuito.
CloudApp
Solo per Mac permette di condividere files sotto 50 MB.
Windows Live Sync
Per Windows e Mac.
Flash e Linux: divorzio sulle piattaforme a 64bit
Che il rapporto per Flash sulle piattaforme Linux ed in generale su tutti i sistemi derivati da Unix non fosse proprio idilliaco, ormai è cosa nota e arcinota.
A quanto pare però Adobe ha deciso di renderlo ancora più ostico: con il rilascio della versione 10.1 del celebre (o dovrei dire famigerato?) Adobe Flash Player è stato rilasciato il supporto nativo per l’accelerazione hardware durante la riproduzione video, ma solo per la piattaforma Windows!
Adobe ha deciso di non implementare questa feature per le piattaforme Unix e Mac OS.
Ma la notizia peggiore non è nemmeno questa: sempre contestualmente al rilascio dell’ultima versione Adobe ha deciso di chiudere definitivamente la Beta pubblica per la versione a 64 bit del proprio plugin per i sistemi Linux.
In altre parole, se siete i fortunati utilizzatori di una Ubuntu 10.04 a 64bit (come il sottoscritto), dovrete barcamenarvi tra wrapper per il plugin a 32 bit più o meno funzionanti se volete visualizzare Flash sulla vostra macchina, altrimenti… niente!
Al di là della scelta ampiamente discutibile (visto che ormai si andrà sempre di più verso piattaforme a 64 bit), quello che mi ha dato non poco da pensare è l’atteggiamento adottato da Adobe: il forum di supporto per la versione a 64 bit di Flash 10 è stato messo in sola lettura: un po’ come dire “Inutile insistere… tanto ormai abbiamo deciso!”
Da parte mia posso solo dire che, se già non ero per nulla un sostenitore della tecnologia Flash, ora ho un motivo in più per sconsigliarla a tutti i miei clienti che me ne chiedono l’adozione.
Complimenti Adobe… bella mossa!!!
Ubuntu sempre più sulle nuvole: presente, futuro (e oltre) di Ubuntu One
Ubuntu One: qualche giga chissà dove: veloce “lesson zero sul cloud computing”
Ubuntu One è il servizio Canonical di “cloud computing”. In poche parole, si tratta di un servizio, disponibile tramite Internet, che permette di usufruire gratuitamente di 2 GB di spazio su server Canonical. Chi usa il servizio non sa dove sono i server che ospitano i dati. Possiamo dire che sono da qualche parte nel mondo, oppure da qualche parte nel cielo, come le nuvole, da cui il nome “cloud computing”, che potremmo appunto tradurre poeticamente in “informatica tra le nuvole”.
C’è spazio per tutti, di più per chi paga
Canonical mette a disposizione 2 GB, l’equivalente di una chiavetta USB, gratuitamente per chi si iscrive al servizio. Pagando 10 dollari al mese, si ha diritto a 50 GB di spazio. Lo spazio disponibile gratuitamente è effettivamente pochino, meglio avere sempre con sé la propria memoria USB, però il servizio permette di avere sempre documenti – e altri dati, come vedremo dopo – a disposizione ovunque voi siate… basta avere un collegamento Internet.
Per funzionare, il collegamento deve essere a banda larga, scordatevelo se avete un misero modem analogico a 56K, o una ADSL da poveracci (la mia!). Diciamo che funziona decentemente con ADSL a 2 MBit o superiore, a velocità inferiori si rischia di vedere i file apparire senza preavviso, e senza sapere perché.
Ci sono altri che lo fanno
Ci sono anche altri che danno spazio su Internet, tra le nuvole di bit. Il più famoso è senza dubbio Dropbox, che offre anch’esso 2 GB di spazio (con possibilità di aumentarlo tramite programmi di fidelizzazione e passaparola). In più è multi piattaforma, gira cioè su Windows, Linux e Mac. Ma non è integrato con nessuno dei 3 sistemi operativi, mentre Ubuntu One (U1) è fortemente integrato con Ubuntu, e lo sarà sempre di più.
Cosa c’è su Ubuntu One
U1 non è solo uno scatolone etereo dove “buttare” i propri file, come se fosse una partizione del proprio disco fisso. Si tratta di un servizio, strutturato in diverse funzioni, che permette la sincronizzazione – cioè l’aggiornamento reciproco – tra il proprio computer e Internet. Oltre ai file, si possono quindi caricare:
- contatti di posta elettronica di Evolution, il programma di posta elettronica di Ubuntu
- note di Tomboy, il programma per prendere appunti, anche questo già in Ubuntu
- i segnalibri (detti anche “preferiti”) di Firefox, il programma per la navigazione internet di Ubuntu
- le canzoni acquistate su Ubuntu One Music Store
Integrazione con Ubuntu
Come dicevo, il servizio è molto integrato con Ubuntu. Infatti esistono una serie di strumenti che consentono di condividere i file con altri utenti del servizio, sincronizzare le cartelle del proprio PC, pubblicare i file su U1 con un clic di mouse. L’integrazione proseguirà su questa strada, con nuovi servizi, alcuni già dalla prossima versione, e altri immaginati solo dalla mia fantasia!
Cosa ci sarà su U1: “One Conf”
L’integrazione con Ubuntu, permette di caricare su U1 un po’ tutto. Per esempio, la configurazione del proprio computer! È quello che promette il nuovo servizio OneConf, che sarà probabilmente a disposizione su Ubuntu 10.10 “Maverick Meerkat”.
OneConf dovrebbe permettere di salvare la configurazione, le scelte fatte in fase di installazione e la lista dei programmi installati. In questo modo sarebbe molto semplice e veloce, riprendere questi dati per:
- installare nuovamente il sistema da zero
- installare la stessa configurazione su un’altro computer (pensate a chi ha decine di PC aziendali, tutti uguali)
- ripristinare una versione della propria installazione dopo averci “giocato sopra” con nuovi programmi, giusto per provarli
Un servizio che sarebbe molto utile, specie se si spingesse sul secondo punto, specie nel caso aziendale, specie se si riuscisse ad aggiungerci anche un modo per la distribuzione degli aggiornamenti periodici. Ma forse mi sto spingendo troppo avanti.
Cosa ci potrebbe essere su Ubuntu One (libera divagazione in preda all’entusiasmo!)
Visto che mi sto spingendo troppo avanti, proseguo nella strada dei sogni.
Immaginate per un attimo che si riesca a farci stare sul proprio account di U1 tutta la configurazione del proprio computer. E anche i dati che si vuole avere sempre a disposizione. Si, anche quando siamo in ferie alle Hawaii!
Immaginate di avere tra le mani un computer con installato Ubuntu, non il vostro, ma un computer qualsiasi che trovate ormai in tutti gli Internet Point dell’Universo (e non serve una guida per trovarli). Anche quelli sulle spiagge delle Hawaii.
Immaginate di avere anche un bel collegamento a Internet su questo computer. Anche se vi trovate sulla spiaggia di Hanauma Bay.
A questo punto inserite il vostro account U1, e magicamente , su questo computer con la tastiera piena di sabbia, in questo angolo remoto della Terra, avete a disposizione tutti i vostri dati e configurazione, scaricati da Internet e velocemente installati al volo sul computer.
Con la sicurezza che tutti gli aggiornamenti che fate saranno sincronizzati su U1, per poi averli a disposizione anche a casa.
Con la sicurezza che quando spegnerete il computer, tutti i dati saranno cancellati.
Il vento accarezza i capelli, il rumore delle onde sovrasta il vostro frenetico digitare sulla tastiera. Un pensiero vi sfiora: “E pensare che una volta per lavorare bisognava essere tutti nello stesso posto, tra 4 mura grigie!”.
Link:
Sito Ubuntu One
Notizia di Ubuntu OneConf (da oneopernsource.it)







